Cosa mangiavano gli antichi romani di Ercolano?

La scoperta è avvenuta attraverso lo studio degli amminoacidi conservati nelle ossa di 17 individui adulti

6 Settembre 2021
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Vi siete mai chiesti che cosa mangiavano gli antichi romani che sono periti a Ercolano nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.? Probabilmente no, ma la notizia curiosa è che ora è possibile ricostruire la loro dieta nel dettaglio. Come? Grazie allo studio degli amminoacidi conservati nelle ossa di 17 individui adulti analizzati dai ricercatori dell’Università britannica di York nell’ambito di uno studio condotto in collaborazione con il Parco archeologico di Ercolano, quello di Pompei e il Museo delle civiltà di Roma.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances e ci fanno sapere, come riporta Ansa.it., che gli uomini mangiavano più pesce e cereali, mentre le donne consumavano più prodotti animali e ortofrutticoli. “I resti di coloro che morirono a Ercolano nel 79 d.C. offrono un’opportunità unica per esaminare gli stili di vita degli individui di un’antica comunità che sono vissuti e morti insieme”, fa sapere l’archeologo biomolecolare Oliver Craig, a capo del BioArCH team dell’Università di York. “Le fonti storiche alludono spesso a un accesso differenziale alle risorse alimentari nella società romana, ma raramente forniscono informazioni dirette o quantitative”.

Grazie a un nuovo approccio per l’analisi degli amminoacidi delle ossa, e in particolare dei loro isotopi di carbonio e azoto, i ricercatori sono riusciti a riscontrare “differenze significative nelle proporzioni di alimenti di origine marina e terrestre consumati da maschi e femmine, il che significa che l’accesso al cibo era differenziato in base al genere”, aggiunge Craig. Una circostanza, questa, che si trova anche in altri luoghi dell’Italia di epoca romana. “Gli uomini erano più direttamente coinvolti nella pesca e nelle attività marittime, generalmente occupavano posizioni più privilegiate nella società ed erano liberati dalla schiavitù in un’età più precoce, cosa che permetteva loro di avere maggiore accesso a beni costosi come il pesce fresco”, spiega la prima autrice dello studio, Silvia Soncin.

Inoltre l’analisi degli isotopi ha permesso di quantificare gli alimenti inclusi nella dieta degli antichi abitanti di Ercolano. Quel che emerge dai risultati è che pesce e frutti di mare erano più abbondanti rispetto alla dieta mediterranea di oggi, la proporzione di cereali è invece rimasta più o meno la stessa.

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