Cosa sappiamo del super ricercato per la strage di Berlino

Anis A. ha cambiato identità più volte, doveva essere espulso

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Roma, 21 dic. (askanews) – La persona ricercata dalla mezzanotte di oggi perché sospettata di essere coinvolta nella strage al mercatino di Natale di Berlino è un tunisino, Anis A., nato nel 1992 nella città di Tataouine, nel Sud della Tunisia. Potrebbe essere ferito e per questa ragione sono in corso ispezioni in tutte le cliniche e ospedali di Berlino e del Brandeburgo. La polizia di Berlino ha ricevuto oltre 500 segnalazioni del sospetto, di cui è stata diffusa una fotografia.

Gli inquirenti hanno ritrovato sotto al sedile del camion della strage dei documenti con il suo nome, ma “non è affatto chiarita la partecipazione al fatto della persona ricercata”, ha sottolineato il ministro degli Interni del Nordreno Vestfalia, Ralf Jaeger.

L’uomo era registrato nel centro di accoglienza di Emmerich am Niederrhein, nel Nordreno Vestfalia, vicino al confine olandese nell’Ovest della Germania. Ha fatto richiesta di asilo nell’aprile 2016. Verosimilmente ha cambiato più volte residenza e per questo ha utilizzato diverse identità: Ahmad Z. o Mohamed H., come egiziano, un altra volta si sarebbe detto libanese, scrivono i media tedeschi, citando fonti della sicurezza.

Da febbraio era a Berlino. Anis A.
avrebbe dovuto essere espulso in estate, poiché la sua richiesta di asilo era stata respinta a giugno. Il 30 luglio sarebbe arrivato nel centro di detenzione di Ravensburg. Non è chiaro se sia mai stato effettivamente espulso o se sia riuscito poi a rientrare in Germania. Probabilmente non è stato espulso perché i suoi documenti erano falsi e la Tunisia non lo riconosceva come suo cittadino.

Il sospetto era comunque noto alle autorità tedesche. La polizia lo aveva segnalato come “pericoloso”, scrive lo Spiegel online, sul quale erano stati richiesti “controlli intensivi”. Secondo la Bild era finito in una rete di islamisti radicali. Secondo la Sueddeutsche Zeitung faceva parte del gruppo salafita del predicatore Abu Walaa, arrrestato a novembre. Ad agosto sarebbe stato fermato con un finto documento di identità italiano a Friedrichshafen e rilasciato poco dopo.

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