Cosa significa Ad maiora

Ad maiora è una delle locuzioni latine che si usano anche in italiano in diverse situazioni per esprimere auguri

Fonte: flickr

Cosa significa ad maiora? Si tratta di una locuzione latina che in italiano si può tradurre con “a cose maggiori” o “verso cose più grandi”, ed esperime dunque un augurio di ottenere cose sempre migliori in futuro o la speranza di avere il meglio dal lavoro, dallo studio, da una relazione o altro. La locuzione si può usare in qualsiasi ambito si possa esprimere un augurio del genere. In particolare è utilizzata durante i brindisi o nei momenti augurali più formali e i riti di passaggio, come le cerimonie di laurea .

Non esiste un modo codificato e tradizionale per rispondere a questo augurio. Spesso si usa dire in risposta “ad maiora semper”, che rafforza l’augurio iniziale. Ci sono anche due casi particolari in cui la locuzione viene declinata. Ad maiorem rei memoriam significa “a più duraturo ricordo della cosa” e si usa in genere nelle iscrizioni, per sottolineare che il testo è stato redatto per tramandare qualcosa degno di essere ricordato. Ad maiora Dei gloriam (a maggior gloria di Dio), espressione tratta da una lettera di San Paolo, è invece il motto dei Gesuiti.

La lingua italiana, come molte altre lingue europee, deriva direttamente dal latino , e alcuni modi di dire o frasi fatte si sono mantenute nell’uso fino a noi oggi. Si tratta di espressioni ad esempio del gergo forense, ma anche semplici proverbi e modi di dire che sono arrivati inalterati fino a noi. Di solito hanno locuzioni corrispondenti, uguali o molto simili, in italiano, e utilizzare la formula latina manifesta la precisa intenzione di usare un linguaggio più elevato per occasioni particolari. Altre invece si sono banalizzate con il tempo, come il celeberrimo carpe diem (cogli l’attimo, citazione da un verso di Orazio) o omnia vincit amor (l’amore vince su tutto).

Alcuni proverbi latini sono passati all’italiano nella loro forma originale, per cui anche noi, 2000 anni dopo Cesare e Cicerone , diciamo Divide et impera (dividi e conquista), Verba volant, scripta manent (le parole volano, gli scritti restano) o In vino veritas (nel vino la verità). Un discorso a parte meriterebbero invece tutte le locuzioni che non derivano dal latino classico, ma da quello ecclesiastico. Ricordiamo infatti che per i cattolici la messa nelle lingue nazionali, e non in latino, è una novità relativamente recente.

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