Cosa succede al cibo confiscato in aeroporto?

Ecco come vengono smaltiti alimenti e bevande sequestrati alla dogana.

24 Novembre 2021
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Sarà capitato anche a voi (come recita l’inizio di una celebre canzone) di vedervi sequestrare cibi o bevande una volta arrivati all’aeroporto. Allora, addio alla propria bottiglietta d’acqua portata da casa irrimediabilmente lasciata al varco dei controlli. E non solo non è possibile portare in cabina liquidi dall’esterno, ma in alcune nazioni le leggi sono molto restrittive sugli alimenti in ingresso. Così, anche gli acquisti tipici all’estero rischiano di finire sul banco della dogana.

Un fatto piuttosto spiacevole, certo, che però risponde a norme di igiene e di salute a tutela della popolazione. Come riferisce mashed.com, infatti, prodotti come frutta e verdura sono potenziali portatori di microrganismi pericolosi. Il fatto, dunque, che siano confiscati è per evitare il rischio di diffusione di parassiti invasivi che potrebbero infestare nuove zone.

Ma, a parte la noia e a volte il dispiacere di dover abbandonare i nostri preziosi acquisti, che cosa succede a cibi e bevande sequestrati? Intanto, sfatiamo il mito secondo il quale agenti e operatori aeroportuali possano in qualche modo ‘instascarsi il bottino’. Tutto ciò che viene confiscato ai viaggiatori, infatti, è raccolto e trasferito su un carrello in una stanza appositamente allestita. A mostrarla è un video sul canale YouTube Great Big Story che ha raccolto la testimonianza di un funzionario.

L’uomo fa un elenco di alimenti sequestrati che vengono portati in un tritatutto, una sorta di mega tritarifiuti industriale. Dopo un’attenta ispezione per individuare eventuali insetti e parassiti, i cibi vengono distrutti completamente e quindi smaltiti secondo le normative locali. Come consiglia TSA (Transportation Security Administration) è bene consultare tutte le indicazioni del caso prima di mettere piede in aeroporto e prima, soprattutto, di fare acquisti alimentari all’estero.

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