Cos'è la sindrome degli antenati

La psicologa Anne Aneelin Schützenberg con il suo libro sulla psicoterapia transgenerazionale ci spiega il suo punto di vista

Fonte: Twitter

Anne Aneelin Schützenberg con il libro “La sindrome degli antenati” vuole offrire un nuovo approccio nella spiegazione di eventi e traumi che riguardano la nostra attuale esistenza ma che probabilmente sono legati a un lontano passato e per di più poco personale.

In sintesi, la psicologa sulla base dei risultati ottenuti dai suoi pazienti ci spiega che i loro drammi non erano altro che la ripetizione di eventi generazionali, cioè erano appartenuti precedentemente agli avi e che i pazienti si portavano dietro, a livello genetico, inconsapevolmente. Poi, una volta iniziata la terapia, hanno affrontato, trasformato e superato traumi, eventi dolorosi, problematiche psicologiche e fisiche, prendendone coscienza.

Il senso de “La sindrome degli antenati”

Anne Aneelin Schützenberg scrive: “La vita di ciascuno di noi è un romanzo. Voi, me, noi tutti viviamo prigionieri di una ragnatela di cui siamo anche gli artefici. Se imparassimo dal nostro terzo orecchio e dal nostro terzo occhio ad afferrare, a comprendere meglio, ad ascoltare e a vedere queste ripetizioni e coincidenze, l’esistenza di ciascuno di noi diventerebbe più chiara, più sensibile a ciò che siamo e a ciò che dovremmo essere.”

Anne Aneelin Schützenberg-pensiero

La scrittrice, sul tema trattato nel suo libro, aggiunge: “Siamo piccoli anelli di una catena molto lunga e possente, difficile da spezzare, soprattutto se non si è consapevoli di essere solo una parte in gioco di legami che durano da secoli e, in qualche modo, continuano ad influire nella nostra vita di oggi”.

Estratto dal libro: la “contabilità familiare”

Un esempio per capire ancora meglio il senso del libro “La sindrome degli antenati”, ci viene offerto dalla spiegazione del concetto di “contabilità familiare”. Scrive la terapista: “Se un trisavolo ha contratto un notevole debito o ha prestato denaro ai suoi cari aiutandoli in un momento difficile della loro vita, tutto questo potrebbe ripetersi, come modalità comportamentale acquisita a livello genetico, anche nelle generazioni future”. Nel testo si parla anche di sindrome da anniversario”.

La scrittrice e il matrimonio

Secondo l’autrice, anche la scelta del partner può essere determinata dal proprio albero genealogico. Quindi, ci si sposa con chi si riconosce come affine: per malattie, per modalità comportamentali, per nome, per traumi, persino con la propria famiglia di origine. Gli studi della dottoressa Anne Aneelin Schützenberg, aprono di certo una nuova via per la comprensione, l’interpretazione e il superamento di tante problematiche psicologiche e fisiche di difficile trattamento.

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