I crediti formativi adesso si guadagnano anche in discoteca

L’iniziativa arriva dalla Liguria: i crediti formativi si guadagnano in discoteca, informando sui rischi dell’alcool

Volete guadagnare crediti formativi per la vostra scuola, ma non avete molta voglia di sedervi ad un banco a prendere appunti, o di partecipare ad attività imposte che non rispondono ai vostri interessi? Nessun problema: da oggi quei crediti potrete guadagnarli…  in discoteca!

Non è uno scherzo, e scatenarsi in pista o bere cocktail non è contemplato. Anzi, è proprio il contrario: per ottenere i crediti formativi, gli studenti in discoteca ci dovranno andare per spiegare ai loro coetanei tutti i rischi legati al consumo di alcool e alle sostanze che promettono di far sballare. Sostanze che, oggi più che mai, gli adolescenti hanno bisogno di conoscere, per conoscerne i rischi e starne alla larga.

A lanciare l’originale iniziativa è stata la Asl Chiavarese, del Comune di Santa Margherita, in Liguria, in collaborazione con la discoteca cittadina Covo di Nord Est. E fa parte, il progetto, di un ben più ampio programma, dal titolo “W la moVIDA“, volto alla promozione di un divertimento che non sia pericoloso.

Sebbene in Italia non siamo abituati ad iniziative di questo tipo, il sistema adottato dalla Asl ligure non è una novità. Si inserisce infatti in quella che è definita “peer education“, educazione tra pari. Perché sono proprio i ragazzi ad insegnare a chi ha la loro età quanto bello sia divertirsi senza mettere a rischio la propria salute e la sicurezza, di se stessi e degli altri, adottando comportamenti pericolosi soprattutto alla guida.

Quando si potrà cominciare a guadagnare crediti formativi in discoteca? Una data certa ancora oggi non c’è, ma i responsabili – su tutti i proprietario di Covo di Nord Est – hanno promesso di lavorare per far partire il progetto già questa estate.

Così, dopo il “Discobus“, che riporta a casa i ragazzi dopo le serate trascorse in discoteca (così da prevenire incidenti causati da un eventuale abuso di alcool), la Liguria compie un altro passo in avanti verso una forma di divertimento consapevole e sicuro.

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