Curiosity trova fango essiccato su Marte

Alcune formazioni rocciose e fangose simili a quelle terrestri sono state rilevate su Marte: ciò fornirebbe agli scienziati molti indizi sul suo clima

Fonte: Pixabay

Ci sono possibili novità su Marte, secondo quanto segnala la NASA. Il suo rover, infatti, ha svolto, con gli strumenti tecnologici avanzatissimi MAHLI e Mastcam, la sua indagine nella zona di Old Soaker. Old Soaker è situato nella parte bassa del Monte Sharp, su Marte. Questa area è costituita soprattutto da lastre di roccia sulle quali si notano creste superficiali.

Gli scienziati hanno ipotizzato che tali creste potrebbero essere il risultato di un processo di essiccazione del fango. Sulla Terra è frequente che, dopo l’essiccazione, un terreno fangoso si rompa causando la formazione di crepe. Se ciò accadesse anche su Marte, significherebbe ammettere su questo pianeta l’esistenza di un clima secco, seguito ad un periodo di clima umido.

Il terreno di Marte

La zona di Old Soaker su Marte è originata da rocce stratificate. Si è formata più di tre miliardi di anni fa da una moltitudine di materiali. Quelli che costituivano gli strati superficiali però, sono stati spazzati via dall’azione erosiva del vento; gli altri, al contrario, hanno sedimentato dando origine a creste. L’oggetto della recente ricerca è stato il materiale riempitivo dello spazio tra le fratture.

Scopriamo che a due tipi di crepe corrispondono due tipi di materiale di riempimento. Quando le fratture sono superficiali, in genere gli interstizi tra esse sono riempiti da sabbia o polveri trasportate dal vento. Nel caso di fenditure sotterranee, invece, flussi d’acqua calda trasportano in esse il materiale che le colma, costituito da minerali quali il solfato di calcio. A Old Soaker sono state rilevate tracce di entrambi i tipi di riempimento: ciò indica probabilmente il succedersi, in un passato remoto, di tutti e due i tipi di crepe, prima quelle superficiali e successivamente le più profonde.

Da Old Soaker al Gale Crater

Curiosity è la sonda inviata su Marte la quale si sta occupando delle rilevazioni e afferma che i solchi creati dal fango sarebbero coerenti con gli altri dati sul terreno rilevati nella zona del Monte Sharp. Proprio a quest’area Curiosity ha dedicato svariati mesi di analisi e gli studiosi continuano ad occuparsi delle fratture rocciose per arrivare a una risposta definitiva. La sonda Curiosity, nel frattempo, si sposta, invece, da Old Soaker verso la successiva zona di indagine: si tratta del Gale Crater al quale Curiosity è giunto per la prima volta nel 2012.

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