Da vittima a delinquente: sotto accusa un campione olimpico

Clamoroso ribaltone, la polizia di Rio accusa l'atleta che aveva detto di essere stato rapinato.

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Fonte: Getty Images

Clamoroso ribaltone del caso Lochte in Brasile. Il nuotatore statunitense, pluri medagliato olimpico, aveva raccontato alcuni giorni fa di essere stato rapinato, con altri tre compagni, sotto minaccia di armi da falsi poliziotti in un taxi a Rio de Janeiro di ritorno da una festa.

Questa versione è stata clamorosamente smentita dalle autorità brasiliane, che, annunciando una conferenza stampa tra qualche ora, hanno detto alla Abc che un video mostrerebbe i nuotatori Usa devastare una stazione di servizio e lottare contro una guardia di sicurezza.

La polizia brasiliana è già passata alle vie di fatto: due dei compagni di nazionale di Lochte, coinvolti nella vicenda, Bentz e Conger, sono stati prelevati all’aeroporto Tom Jobin mentre stavano per tornare negli Usa: i due sono stati interrogati e poi portati in albergo e oggi dovrebbero incontrare di nuovo le autorità. La giudice Keyla Blank, del tribunale speciale per i grandi eventi, aveva emesso l’ordine di perquisire gli alloggi nel Villaggio olimpico dei 4 nuotatori statunitensi e sequestrare i passaporti.

Lochte ha intanto già lasciato il Brasile, dagli Usa è tornato solo un dirigente della squadra di nuoto per per seguire l’evoluzione dell’inchiesta.

Ma intanto altre accuse alla insicurezza di Rio arrivano dalla Gran Bretagna: il Guardian ha pubblicato una email del comitato britannico che invita a non uscire di notte dal Villaggio ed evitare di tornarci al buio in taxi. “Rio non è un ambiente sicuro e il livello di criminalità è vertiginosamente aumentato negli ultimi giorni”.

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