Dai droni agli elefanti, nuove e vecchie tecnologie per filmare la natura

Droni con telecamere e telecamere su elefanti per conoscere e ammirare i paesaggi più segreti e inesplorati del pianeta; l'esplorazione geografica non è mai stata più tecnologica

Fonte: flickr

Droni con telecamere HD, telecamere sugli elefanti e sui pesci, trappole luminose e addirittura microcamere piccolissime applicate agli insetti. Sono solo alcune delle più recenti conquiste tecnologiche, che hanno permesso di rivoluzionare il concetto stesso di esplorazione geografica. I dispositivi elettronici di ultima generazione come droni volanti, microcamere e device indossabili, sempre più avanzati e tecnologicamente all’avanguardia, si sono rivelati fondamentali sia per conoscere e preservare l’ambiente sia per scoprire nuove risorse naturali, magari poco documentate e osservate proprio perché difficilmente raggiungibili. E a trarne vantaggio non è solo la comunità scientifica.

Fra i casi più recenti c’è quello dell’equipe di documentaristi della BBC che, per realizzare le loro spettacolari riprese nella natura selvaggia, si servono di una complessa attrezzatura che comprende addirittura le telecamere giroscopiche usate dagli elicotteri. Questo tipo di Cineflex è particolarmente indicato per le riprese in movimento, come nella savana. Delle speciali imbragature hanno permesso poi di far indossare le telecamere agli elefanti, permettendo così di riprendere dal vivo le tigri nel loro ambiente naturale. I grandi felini, infatti, sono abituati a convivere con i pachidermi e li ignorano, al contrario di quanto non farebbero con elicotteri e telecamere su droni.

Analogo discorso per un’iniziativa lanciata grazie a Google Street View nelle Isole Faroe, per consentire una mappatura fotografica del territorio. Ad effettuare le riprese necessarie per le mappe di Big G, il famoso motore di ricerca, ci pensano i greggi di pecore che pascolano sul territorio, e a cui sono state applicate delle speciali telecamere a 360° e dei pannelli solari necessari al funzionamento delle stesse. Gli ovini, lasciati liberi di pascolare anche nelle aree più ardue e impraticabili delle isole, forniscono materiale documentario ad alta risoluzione. Ideatrice del progetto, l’attrice Durita Dahl Andreassen, per promuovere maggiormente la bellezza dei paesaggi delle Isole Faroe nel mondo.

La tecnologia tuttavia può anche fornire un sostegno concreto alla salvaguardia dell’ambiente. Basti pensare alle squadre di pesci robot, equipaggiati con degli efficientissimi sensori che gli consentono di analizzare e monitorare i livelli di inquinamento acquatico. Robot di questo tipo sono già stati realizzati e verranno impiegati per studiare la flora e la fauna che popolano Venezia, parte di un progetto caldeggiato vivamente dall’Unione Europea. Stesso discorso per la NASA, che ha appositamente realizzato delle mante robotiche predisposte per l’esplorazione delle immensità spaziali.

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