Dal lievito OGM al biodiesel il passo è breve

Un carburante che combini i vantaggi del diesel con quelli delle risorse rinnovabili: è possibile? Forse sì, come suggeriscono gli studi del Mit

Fonte: Pixabay

La risposta risolutiva al dieselgate potrebbe arrivare, o essere già arrivata, dal Mit (Massachusetts Institute of Technology): è la ricetta per il diesel verde, pubblicata sulla rivista Nature Biotechnology. Il diesel, infatti, è il combustibile più potente, efficiente e ad alta capacità energetica ma, purtroppo, è ricavabile solo da combustibili fossili.

Lo studio si basa su cellule di lievito che sono geneticamente programmate per trasformare in grassi gli zuccheri. Tali cellule potrebbero essere applicate anche ai carburanti ad alta energia, come il diesel, per renderli ecosostenibili. Il lievito sul quale hanno lavorato gli ingegneri si chiama Yarrowia lipolytica che, per sua natura, produce massicce quantità di lipidi (grassi). Un ceppo di questi microrganismo è stato geneticamente riprogrammato, arrivando a produrre una quantità ancora maggiore di lipidi.

Lievito geneticamente modificato

I ricercatori, infatti, hanno effettuato il proprio intervento sul metabolismo dei microrganismi di Yarrowia lipolytica, portandoli ad aumentare ulteriormente la produzione di grassi, come spiega il coordinatore della ricerca, Gregory Stephanopoulos. Il metabolismo di questi organismi è stato riprogrammato perché essi fossero messi in condizione di produrre carburanti a rendimento molto elevato.

Grazie agli studi, alla ricerca, e all’intervento sul metabolismo, quindi, è stato possibile ricavare dal lievito in questione circa il 75 per cento del potenziale che esso può raggiungere. Certo, resta ancora il 25 per cento di potenziale inesplorato ma, come assicura lo stesso Stephanopoulos, questa percentuale sarà oggetto di analisi successive, che dovrebbero consentire di sfruttare al meglio la totalità del potenziale del Yarrowia.

C’è una possibilità per il biodiesel?

L’obiettivo di queste ricerche, si è capito, è fondamentalmente uno: arrivare al risultato, forse non più così utopico, del biodiesel. Ottenere cioè un combustibile che combini l’efficienza del diesel con la sostenibilità dell’energia rinnovabile. Finora, si è tentato di sviluppare biodiesel a partire da oli da cucina. I risultati sono stati soddisfacenti, se non fosse che gli oli da cucina sono una risorsa scarsa e costosa.

Un’alternativa rinnovabile sarebbe quella di utilizzare, come carburante, l’etanolo ricavato dal mais. Questo potrebbe però essere funzionale per le auto ma non per mezzi molto grandi, quali gli aerei. Amidi come canna da zucchero e mais, comunque, hanno un buon potenziale come combustibili ma, prima di essere utilizzati, devono essere convertiti in lipidi.

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