Decisione choc: "Dopo l'argento, l'eutanasia"

La storia che sta facendo il giro del mondo

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Fonte: Getty Images

Sta facendo il giro del web la storia di Marieke Vervoort, 37 anni, campionessa paralimpica belga che poco prima dell'inizio dei Giochi di Rio 2016 aveva annunciato di voler ricorrrere all’eutanasia.

L'argento vinto nei 400 metri della sua categoria non ha fatto cambiare idea all'atleta che convive con una malattia degenerativa che poco dopo l’adolescenza l’ha portata a usare una carrozzina e le provoca dolori sempre più forti.

"Ora però devo pensare ad altro, ci sono ancora tante cose belle da fare. Mi piacerebbe provare il volo acrobatico e il paracadutismo, volare su un jet F16, aprire un museo, competere in una gara di rally. Ma la lista non finisce qui".

"Non ho più paura della morte. Quella assistita è simile a un’operazione: si va a dormire, ma non ci sveglia. Una cosa pacifica. E io non voglio soffrire quando morirò", le parole della Vervoor.

"Era il 2008 quando ho firmato per l’eutanasia se le mie condizioni fossero peggiorate. Ma, vedete? È il 2016 e ho vinto una medaglia alla Paralimpiade. Aiuta a vivere. Quando si firmano le carte, non significa che si morirà dopo due settimane. Arriverà l’ora quando avrò più giornate brutte che belle, ma non lo è ancora. Ogni anno però è peggio. Mi manca qualcosa che avevo".

In Belgio, l’eutanasia è legale dal 2002. Si può praticare con l’approvazione scritta da parte di tre medici. Il medico che la esegue deve assicurarsi che la persona, ovviamente maggiorenne, sia in grado di intendere e di volere. Il medico deve anche verificare che la malattia sia incurabile e provochi una "sofferenza fisica o psichica costante e insopportabile".

Da Rio de Janeiro e dalle Paralimpiadi è arrivata nei giorni scorsi anche una bellissima storia di sport.

Abdellatif Baka ha vinto la medaglia d’oro nei 1500 m T13 – riservata quindi agli atleti con “bassa visione” – correndo in un tempo inferiore a quello impiegato da Matthew Centrowitz alle Olimpiadi tra i normodotati.

Non solo: i primi quattro hanno corso più veloci del campione olimpico in carica. Abdellatif Baka in particolare ha chiuso in 3’48”29, un tempo che sarebbe valso il primo posto anche ad agosto, mentre Centrowitz, a sorpresa, il 20 agosto era stato il migliore in 3’50”00 davanti a Taoufik Makhloufi e Nick Willis.

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