Di Battista racconta perché ha smesso di votare Pd

Lo scrive su Facebook

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Roma, 30 gen. (askanews) – “Smisi di votare PD (e surrogati vari) quando mi resi conto che si occupava dei problemi interni e non di quelli dei cittadini che sosteneva di rappresentare. E’ cambiato qualcosa? Parlano della politica che parla della politica e che parla della politica”. Lo scrive Alessandro Di Battista (M5s) su Facebook.

“Il vizio oscuro dei palazzi della politica – prosegue – è quello di farti staccare dalla realtà. Entri con proposte per contrastare la povertà, per lanciare il made in Italy, per sostenere la piccola impresa, per rendere le pensioni più eque e poi – se non stai attento – diventi un esperto di premi di maggioranza, sbarramenti, collegi uninominali etc etc. In pratica ti trasformi – senza nemmeno rendertene conto – in un oggetto di Montecitorio, un divanetto, una quadro con una cornice dorata o un lampadario. La politica (intendo dire quella ‘istituzionale’) non è una professione, è un ‘servizio civile’ da fare a tempo determinato”
“Qualcuno – sottolinea Di Battista – potrebbe obiettare: ‘l’esperienza è fondamentale. Senz’altro l’esperienza è molto importante, i primi mesi in Parlamento sono stati difficili, abbiamo dovuto imparare come scrivere un atto, abbiamo dovuto capire come funzionavano le commissioni. Avevamo davanti gli “esperti” che ci guardavano dall’alto in basso, poi a quei grandi esperti hanno bocciato tutto quel che si poteva bocciare. Gli ‘esperti’ hanno prodotto due leggi elettorali incostituzionali, gli ‘esperti’ hanno trasformato una Repubblica fondata sul lavoro in una fondata sui ‘voucher’, gli ‘esperti’ hanno bloccato l’Italia su riforme costituzionali bocciate dal Popolo sovrano, gli ‘esperti’ si sono occupati di banche, e poi banche e ancora banche, sostenendo il capitalismo finanziario (loro padrone) in modo vergognoso. Gli ‘esperti’ si sono dimenticati il mondo reale. Il M5S (con le sue imperfezioni e i suoi errori) non ha mai smesso di stare in piazza, di occuparsi di temi, di soluzioni. Sta tutta qui la differenza. Mentre altri parlano di correnti noi vogliamo conquistare il reddito di cittadinanza. Come? Spiegandolo in tutta Italia, organizzando ogni tipo di attività per creare consenso su questa proposta.
Perché la miseria cresce nel nostro Paese e va resa illegale! Sabato 4 sarò a Terni e venerdì 10 a Potenza. Venite con noi!”.

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