Dopo questa vignetta sulle vittime del terremoto, forse non sarete più tutti Charlie

Siamo ancora tutti Charlie? Ecco l'ultima vignetta sui morti italiani del recente terremoto al centro del paese

La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto secondo molti ha superato il limite. Il disegno, ad opera del fumettista Felix, è stato pubblicato nelle pagine finali del giornale, tra le possibili copertine. Sui social è esplosa la rabbia e sembrano ben lontani i tempi dove tutti erano concordi nel dimostrare cordoglio alla rivista post attentato terroristico.

La scena si divide in tre parti e collega la tragedia di pochi giorni fa alla cucina del nostro paese. Il primo protagonista è un uomo alto e snello coperto di sangue. La somiglianza è tra quest’uomo e le penne con la salsa di pomodoro. Il sangue e la forma del personaggio permettono il confronto ma non strappa nessuna risata, solo sdegno.

Gli altri personaggi della vignetta di Charlie Hebdo

Il secondo personaggio è una donna bassa di statura e tozza. Il confronto è con le penne gratinate perchè il volto della donna è completamente sfigurato e senza possibilità che esso possa essere riconosciuto. Molti ad Amatrice e nei paesi vicini sono stati uccisi dalla frana dei luoghi dove abitavano e la vignetta lo ha esposto nel disegno tanto criticato.

Nell”ultima parte del fumetto invece sono disegnati un insieme di personaggi. Essi sono accatastati uno sopra l’altro privi di vita, tutti sporchi di sangue. Questa scena è stata invece paragonata a una lasagna per la disposizione delle persone e per il pomodoro/sangue. La carne è invece rappresentata dalle macerie sopra ai corpi dei cadaveri. Questa è stata la scena che più ha fatto arrabbiare coloro che l’hanno visionata.

Lo stile di Charlie Hebdo

Eppure una spiegazione logica dopo ciò che è successo c’è. Charlie Hebdo punta a creare scandalo, scalpore, mira a colpire lo spettatore in maniera sgradevole. Ben lontano è il suo obiettivo di far ridere: nessuna vignetta, da quelle dopo gli attentati di Parigi e di Bruxelles, strappa un sorriso al lettore. Forse questa volta hanno esagerato ma si conosce la politica ultraliberale del giornale e non si può intervenire con regolamenti per fermare la libertà di pensiero.

La libertà di pensiero non può essere fermata o si? Sicuramente il tatto non è stato uno dei più morbidi, anzi. Forse la vicinanza con un evento tanto tragico con oltre 300 morti non è stata apprezzata. La vignetta è senza gusto, acida e cattiva se si vuole descriverla. Ma l’obiettivo era colpire lo spettatore e ci sono riusciti benissimo.

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