Dovreste aggiornare i vostri iPhone e iPad il prima possibile

Pronto il nuovo aggiornamento per Iphone e Ipad. Il consiglio è di effettuarlo per evitare gli attacchi degli hacker

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Emergenza per gli utenti Apple. L’ultimo aggiornamento per iPhone e iPad, infatti, ha tutto l’aspetto delle assi di legno che vanno a tappare una finestra rotta. IOS 9.3.5, infatti, potrebbe rivelarsi uno degli aggiornamenti più importanti della storia dei device, sia per la magnitudine di quello che vanno a rattoppare sia per il grosso ritardo con cui è stato sviluppata questa toppa virtuale, come riporta il web.

Innanzitutto bisogna ricordare due cose: spesso gli allarmismi sono esagerati, e di sicuro questa non è la fine del mondo, ma finché non avete aggiornato è caldamente consigliato evitare di esplorare siti pericolosi o aprire email di dubbia provenienza. Secondo, che la notizia arriva direttamente dal team di Lookout, una società di sicurezza digitale partner di Microsoft, e che quindi la sua attendibilità è confermata.

I buchi che la Apple non aveva chiuso

Avete aggiornato il vostro iPhone? Fatelo prima di continuare a leggere, questo è il nostro consiglio. Andate su Impostazioni Generali – Aggiornamento Software e mettetevi il cuore in pace. Il gruppo ha scoperto infatti non una, non due, ma addirittura tre vulnerabilità nel sistema operativo che possono essere sfruttate con exploit per bypassare ogni tipo di sistema di sicurezza che la Mela metta sui suoi cellulari.

Un grosso rischio sconosciuto alla Apple, ma apparentemente già scoperto dagli hacker da qualche tempo. Soprannominato appropriatamente Trident, il trio di buchi è stato scoperto in collaborazione proprio con gli sviluppatori dell’azienda, e sarebbe conosciuto e sfruttato all’incirca dal 2013, fin dai tempi di iOS 7. Per poterlo sfruttare, i criminali hanno sfruttato alcuni dei trucchi più avanzati e specificatamente creati per dispositivi mobile.

L’origine del malware

Per sfruttare gli exploit, gli hacker avevano usato un prodotto chiamato Pegasus, sviluppato da un’organizzazione israelo-americana specializzata nella guerriglia informatica. L’intenzione era quella di attaccare dissidenti, nemici politici, giornalisti e attivisti dei diritti umani tramite spyware, esplorando liberamente e spiando tutto quello che succedeva all’interno dei loro cellulari. Uno scenario da dittatura nordcoreana.

Ahmed Mansoor, un attivista per i diritti umani in Arabia Saudita, è stato il primo a segnalare al gruppo l’esistenza del virus. Gli era stata inviata una email che prometteva un link a foto di torture segrete, ma lui ha fiutato la trappola e ha mandato tutto a Lookout. Se avesse cliccato il link, il programma si sarebbe installato automaticamente: foto, posizione GPS, chat, contatti, password, email, sarebbe tutto finito nelle mani degli hacker. Le conseguenze, le potete facilmente immaginare.

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