E' caccia all'uomo dopo l'attentato al Reina di Istanbul

39 le vittime, in gran parte stranieri. Finora nessuna rivendicazione

Fonte: Copyright (c) APCOM.

Istanbul, 2 gen. (askanews) – A più di 24 ore dall’attentato che a Capodanno ha colpito uno dei più famosi locali di Istanbul, il Reina, è ancora caccia all’uomo in Turchia. L’attentatore che ha ucciso 39 persone, la maggior parte stranieri (non ci sono italiani) non è stato ancora arrestato. L’attentato non è stato ancora rivendicato.

Secondo gli investigatori il sospettato ha agito da solo ma non si esclude che avesse dei complici al di fuori del locale. L’uomo ha prima fatto fuoco fuori dal Reina, uccidendo un poliziotto e un civile, poi è entrato nel locale dove si trovavano circa 500-600 persone all’1:15 dell’1 gennaio (ora locale) e ha iniziato a fare fuoco sulla folla. Secondo la tv NTV l’attentatore ha sparato tra i 120 e i 180 colpi di kalashinikov in sette minuti. Per salvarsi alcuni dei presenti si sono gettati nelle acque gelate del Bosforo.

I testimoni hanno parlato di scene di panico. Un turista italiano, sfuggito alla strage, Maximilien, intervistato da Afp, ha dichiarato: “Eravamo venuti per divertirci ma tutto si è trasformato improvvisamente in un caos e in una notte di orrore”.
Albert Farhat ha raccontato alla tv libanese LBCI gli attimi di terrore: “All’incirca all’1:15 abbiamo sentito i colpi di kalashnikov. Abbiamo pensato che potesse essere qualcuno che aveva bevuto troppo ma le persone poi hanno iniziato a gettarsi a terra”.

Il primo ministro turco Binali Yildirim ha reso noto che l’attentatore è ancora in fuga e ha smentito le voci iniziali secondo cui l’uomo fosse travestito da Babbo Natale. L’assalitore “ha abbandonato l’arma ed è fuggito dalla scena. E’ un terrorista armato”, ha aggiunto ikl premier.

Il ministro degli Interni Suleyman Soylu ha aggiunto che il sospettato è giunto sul luogo con il fucile nascosto sotto il cappotto ma nelle immagini riprese mostra altri indumenti.

L’agenzia di stampa Firat, vicina al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), ha reso noto che nessun ribelle curdo è coinvolto nell’attentato. L’agenzia di stato Anadolu, citando fonti del ministero della Giustizia, ha reso noto che 38 vittime sono state identificate, 27 stranieri (tre giordani, tre libanesi, tre iracheni, un tunisino e la moglie franco-tunisina, due marocchini, due indiani, diversi sauditi, un cittadino dei Kuwait, un libico, un israeliano, un uomo con doppia cittadinanza belga e turca e un canadese) e 11 turchi. Altri 65 feriti sono in cura in ospedale.

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