E' morto il gatto che fece 140 km per tornare a casa

Ogghy, il gatto che ha percorso 140 chilometri per tornare dalla sua padrona, non è sopravvissuto alle difficoltà dell’impresa

Fonte: Pixabay

Ogghy era un gatto speciale. Nel 2015, durante una vacanza nella Maremma toscana dove la sua famiglia l’aveva portato, Ogghy si perse e nessuno riuscì a trovarlo. Il gatto non si arrese: iniziò a camminare in direzione della sua casa e percorse non meno di 140 chilometri. Pochi giorni fa, a due anni dalla sua scomparsa, Ogghy si presentò alla porta della sua umana Bella e iniziò a miagolare.

Bella era incredula e commossa e, sebbene il gatto presentasse chiari segni di malattia, si illuse di riuscire a guarirlo. Purtroppo non è stato possibile. Il suo gracile fisico, probabilmente, non ha retto alle intemperie e alle difficoltà incontrate sul cammino per tornare a casa, e il piccolo grande cuore di Ogghy ha smesso di battere qualche giorno dopo il suo rientro.

La disperazione di Bella

Bella non poteva credere ai suoi occhi nell’aprire la porta di casa in questo gennaio 2017 e nel trovarsi davanti quella che lei stessa definisce “la prima cosa bella dell’anno”. Il micino che stava davanti ai suoi occhi era visibilmente dimagrito, denutrito e malconcio, ma Bella non aveva dubbi: a miagolare sulla porta di casa sua era proprio il suo amato Ogghy.

Bella Pezzoli -la quale abita a Scandicci, in provincia di Firenze- dopo la scomparsa del suo amico felino aveva messo annunci segnaletici ovunque nella speranza di ritrovarlo. Aveva anche lanciato appelli sul web, ma inutilmente: Bella non ricevette mai nessuna segnalazione di un possibile avvistamento di Ogghy.

Un record felino

Insomma, non poteva che essere lo stesso Ogghy a tornare con la sue forze sulla porta di casa. Come racconta Bella, il gatto ha iniziato a miagolare insistentemente per attirare la sua attenzione, poi si è presto riappropriato della sua ciotola e della sua lettiera per stendersi infine sul suo divano preferito.

Per dare una spiegazione al fatto straordinario ci si è rivolti a Francesco Dessì Fulgheri, docente di etologia. Questi ha spiegato che l’impresa affrontata da Ogghy non è impossibile. Si sono già verificate storie di gatti simili, ma quello di Ogghy è indubbiamente un record nella storia. 140 chilometri infatti sono molti, e il rischio di perdersi era elevatissimo.

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