Emoji in tribunale: le faccine diventano elementi di prova

Sempre più spesso le emoji vengono usate come elementi di prova in tribunale, e in qualche caso si sono rivelate fondamentali

Dagli schermi di smartphone e pc alle aule di tribunale: le emoji sono sempre più spesso usate nelle cause come elementi di prova.

Negli Stati Uniti il fenomeno è in crescita: di frequente gli avvocati portano come prove a sostegno dei loro assistiti delle chat in cui fanno capolino le celebri faccine. Lo conferma uno studio di Eric Goldman, professore di legge all’Università di Santa Clara. Stando alle sue analisi, dal 2004 al 2019 i casi che vedevano protagoniste le emoji sono passati da un numero irrisorio a circa 50 all’anno, con una crescita del 30% solo nell’ultimo anno.

Nonostante siano elementi di difficile interpretazione, diversi episodi  hanno dimostrato come le emoji possano essere rilevanti per la risoluzione di un caso. « Se ne trovano nel penale ma anche nel civile » spiega Goldman.

In alcune situazioni i pittogrammi aiutano a chiarire il tipo di relazione tra due persone, oppure suggeriscono la propensione o l‘intenzione a compiere un gesto particolare. Nei casi di omicidio, ad esempio, le emoticon farebbero da contorno alle minacce spedite dall’assassino alla vittima poco prima dell‘aggressione. Lo dimostra un episodio del 2015, quando un 22enne francese è stato condannato a sei mesi di carcere per aver spedito l’emoji di una pistola alla sua compagna minorenne.

Tra i casi esaminati da Goldman ce n’è anche uno che vede protagonista un uomo accusato di gestire un giro di escort. In uno scambio di messaggi, il soggetto scrive ad una donna: « Il lavoro di squadra consente di raggiungere ogni sogno». Parole che si prestano a diverse interpretazioni, ma che sono accompagnate dalle emoji di una scarpa col tacco a spillo e di un sacchetto di denaro, simboli legati proprio alla  prostituzione.

Un recente episodio, infine, ha visto una coppia di israeliani condannata a pagare l’affitto di una casa per aver inviato al proprietario una serie di icone festose: i giudici le hanno considerate come un segno di accettazione della proposta economica.

Il problema principale per i giudici è che comunque le emoticon non sono semplici da interpretare, e  in base alle diverse culture possono prestarsi a letture anche molto diverse. Per il momento, quindi, non sono così rilevanti da poter ribaltare le decisioni dei magistrati, ma anche in tribunale potrebbero essere più utili di quanto pensiamo.

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