Essere una "Tank Girl": la playlist di Irene Maggi per Supereva

Irene Maggi ci ha aperto una finestra sul suo mondo artistico, svelandoci una playlist con i suoi brani preferiti

Irene Maggi ha deciso di aprirci una finestra sul suo mondo, regalandoci una playlist con i suoi artisti preferiti e quelli che ci consiglia di ascoltare.

“Spesso mi si chiede quali sono i miei artisti di riferimento o che tipo di musica mi influenza – ci ha raccontato la cantante -. È difficile dare una risposta perché molti artisti che mi piacciono sono molto lontani da ciò che le radio passano in Italia ma sono persone che fuori dai nostri confini vincono Grammy Awards e fanno tour strepitosi. Vorrei  – ha concluso – aprire una finestra sul mio mondo e sulla musica che mi piace e farla conoscere a chi ancora non l’ha mai ascoltata”.

La playlist di Irene Maggi inizia con Lianne La Havas e la sua “Is Your Love Big Enough?” e continua con “SZA” di The Weeknd. Troviamo poi “Electric” di Alina Baraz e Khalid, “Move With Me” di Tawiah, “Beautiful Escape” di Zak Abel e Tom Misch, e “Am I Wrong” di Anderson Paak e ScHoolboy Q. Infine troviamo “Wet Dreamz” di J. Cole, “Sunday Candy” di Donnie Trumpet & the Social Experiment e “Make Me Feel” di Janelle Monáe.

Cantautrice milanese, cresciuta in una famiglia con la passione per la musica, Irene Maggi ha iniziato a studiare violino sin da quando di anni na aveva 4. Durante l’adolescenza la sua formazione è passata attraverso artisti quali Carole King, Joni Mitchell e Billie Holliday Irene, scoprendo il mondo del folk, della musica nera e del jazz.

Ha studiato presso la Scuola Civica di Jazz del Comune di Milano, in seguito ha partecipato a diversi progetti indipendenti, realizzando numerosi live. L’ultimo lavoro è il disco “Tank Girl” che contiene sei brani dalle tinte soul con ritmi elettro-acustici, che raccontano l’universo della cantautrice.

“Tank girl è il diario di un dramma intimo e universale, una storia d’amore – ha spiegato Irene Maggi -. È la cronologia di una relazione impossibile in cui la malinconia si trasforma lentamente in consapevolezza attraverso la sublimazione della realtà in musica e l’unico lieto fine possibile è l’uso della creatività come rifugio dove ricostruire una nuova e più forte invulnerabilità”.

“I brani, interamente autobiografici – ha svelato la cantante -, seguono l’ordine cronologico di questo amore impossibile e neutralizzante dal quale l’artista riesce a redimersi soltanto rivestendosi di una corazza, da qui il nome Tank Girl, eroina punk degli anni ’80.  I testi in inglese sono basati su una corrispondenza realmente avvenuta, che ho utilizzato come principale fonte di ispirazione nella stesura dei brani”.

irene maggi playlistImmergiamoci allora nel mondo di Irene Maggi con questa sua playlist.

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