Fare spesso spuntini in ufficio aiuta #lodicelascienza

I fuori pasto vengono in genere demonizzati, ma se non fanno benissimo alla dieta sono invece un toccasana per l'umore

I fuori-pasto sono la rovina di ogni dieta, anche quella definita più miracolosa (conoscete quella dei sette ormoni?): è vero che in ogni regime alimentare è previsto uno spuntino, di solito a metà mattina e a metà pomeriggio, ma qui parliamo di quelle tentazioni che arrivano all’improvviso, quei buchi allo stomaco ingiustificati che non ne vogliono sapere di aspettare il pranzo, la cena o la merenda.

Spesso queste situazioni si verificano quando si è al lavoro: davanti al pc finiamo per sgranocchiare snack senza neanche rendercene conto e a volte si tratta soltanto del bisogno di fare una pausa, anche e soprattutto mentale.

Così, se è vero che gli snack fuori pasto non sono un toccasana per la dieta, lo sarebbero invece per il benessere mentale: secondo lo psicologo Steven G. Rogelberg, professore dell’Università del North Carolina e autore del libro The Surprising Science of Meetings, uno snack prima di una riunione importante aiuta a creare un ambiente più amichevole e disteso, a tutto beneficio del meeting che verrà. Gli spuntini rendono felici anche secondo Jessica Methot, professoressa delle risorse umane alla Rutgers University: gli snack sono vissuti come piccoli premi, che ci permettono di prenderci qualche minuto di pausa sul lavoro e secondo lei andrebbero offerti proprio dal datore di lavoro. Ovviamente, snack sani (non come questi!), altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi con troppi dipendenti in malattia!

Lo snack fuori pasto, in conclusione, non va demonizzato: meglio non eccedere e compensare anche con molta acqua e magari facendo le scale una volta in più invece di prendere l’ascensore.

 

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