Fast & Furious 8 : trama e voto

Fast & Furious 8 riporta la saga nei cinema, ma il tentativo di riprodurre una pellicola semplice e divertente incontra alcune difficoltà

Fonte: Instagram

La saga Fast & Furious arriva al suo ottavo capitolo e cerca di ritornare alla semplicità espressiva e concettuale dei primi sei episodi dopo l’omaggio doveroso nel settimo episodio a Paul Walker. Qualcosa è però inevitabilmente cambiato, il film non riesce più ad essere la migliore sintesi “rombante” con cui la saga era iniziata.

I concetti e gli affetti, per quanto espressi da menti semplici, incominciano a uscire più chiaramente dalle righe della sceneggiatura. L’enfasi sulla famiglia e il senso di responsabilità, da sempre latente in Fast & Furious, ha un ruolo particolarmente importante nell’ottavo film. Specifichiamo, la pellicola cult del “bullismo bonario” su macchine sportive non è di colpo diventata un film d’autore, ma l’impressione è che si stia andando verso una maggiore maturità che potrebbe guastare.

La trama di Fast & Furious 8

Dom (Vin Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez), finalmente sposi, si trovano a Cuba per la luna di miele. Mentre, il team trascorre un periodo sereno. A sparigliare le carte entra in scena Charlize Theron nei panni di una cyberterrorista di caratura internazionale. Mezza psicopatica e mezza maniaca del potere, l’attrice sudafricana ruba il cuore a Toretto e cerca di arruolarlo nel suo staff.

Il protagonista della saga viene trascinato via dai suoi affetti, dalle sue passioni e dalla vita di sempre con un richiamo alle responsabilità. Le sirene che gli suggeriscono di ‘mettere la testa a posto’ hanno le treccine bionde e gli occhi azzurri della Theron; d’altro canto, l’affetto verso i suoi amici, la famiglia di Toretto, rimane forte e pronto a esplodere.

Fasi di passaggio, affetti e responsabilità

Sullo sfondo del film rimangono tratteggiati alcuni aspetti della vita di tutti noi: le difficoltà delle fasi di cambiamento, l’affetto verso il nostro passato che non vorremmo abbandonare, il richiamo al senso di responsabilità che si fa sentire sempre più di frequente.

Fast & Furious non è nato per fare indagini introspettive, ma pare che la morte di Paul Walker nel settimo episodio abbia lasciato il segno. Il film non abbandona del tutto lo spirito e il machismo che lo distingue, ma sembra esserci una tendenza al cambiamento, una svolta più riflessiva.

 

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