Fca, Marchionne: "Nulla in comune con Volkswagen"

L'Ad nega reati sulle emissioni, accuse "ingiuste"

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New York, 12 gen. (askanews) – L’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne rimanda le accuse al mittente definendole “ingiuste” e sostenendo che il suo gruppo non ha commesso nulla di illegale sulle emissioni. Così Sergio Marchionne ha risposto all’Epa, agenzia per la protezione dell’ambiente che oggi ha accusato Fca di aver barato sulle emissioni dei motori diesel di alcuni suoi modelli.

La questione non ha “nulla in comune con quanto successo a Volkswagen”, ha aggiunto, ricordando che non “è stato usato alcun software illegale”, visto che “nessuno è così stupido”, ha continuato.

Proprio tornando sulla questione Volkswagen Marchionne ha chiosato: “Chiunque sostenga che ci siano elementi in comune con il caso di Volkswagen si è fumato qualcosa di illegale”.
Marchionne dopo aver fatto notare la strana tempistica delle accuse – arrivate proprio quando l’amministrazione Obama sta per finire il suo mandato – ha detto che le auto prese di mira dall’Epa continueranno ad essere vendute.

Fca rischia una multa fino a 4,63 miliardi di dollari, cosa che non spaventa Marchionne: “Il gruppo sopravviverà”, ha detto. Le accuse riguardano modelli prodotti nel 2014, 2015 e 2016. I software sarebbero stati installati su versioni diesel di Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram Truck, in tutto 104.000 auto.

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