Febbre, non sempre bisogna abbassarla subito #lodicelascienza

A fine gennaio è previsto il picco di influenze nel 2020, ma sapete che talvolta è utile avere la febbre? Ecco perché è meglio non abbassarla subito

Ogni anno dopo le vacanze di Natale arriva un’ondata di influenza più o meno forte che mette ko milioni di italiani: quest’anno il picco massimo è previsto per la fine di gennaio e se già siete pronti ad andare in farmacia e fare scorte di antipiretici, noi vi consigliamo di aspettare un po’.

Non sempre, infatti, avere la febbre è un male per il nostro corpo: i sintomi – è vero – sono piuttosto fastidiosi, ci sentiamo uno straccio, abbiamo dolori dappertutto e siamo stanchi (sai chi soffre di più tra l’uomo e la donna quando hanno la febbre?), eppure in questo modo il nostro organismo si sta rafforzando.

I ricercatori dello Shangai Institute of Biochemistry hanno scoperto che quando aumenta la temperatura corporea, i globuli bianchi sono più efficaci nel trovare il punto in cui si genera l’infiammazione e contrastarla più intensamente (È vero che il latte fa male con l’influenza?).

Quando è in atto una infiammazione, i globuli bianchi rilasciano chitochine nel corpo che arrivano all’ipotalamo, centro deputato alla termoregolazione, da cui parte l’ordine di aumentare la nostra temperatura e bloccare la proliferazione dei germi (Si può contrastare l’insorgere della febbre anche a tavola: ecco i cibi consigliati).

Insomma è proprio grazie al superamento dei 37° che i guardiani del sistema immunitario captano prima e più velocemente l’infezione, la zona a rischio e la gravità della situazione agendo poi di conseguenza. Abbassare subito la febbre con un antipiretico non consentirebbe al nostro “esercito della salvezza” di essere così pronto e solerte.

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