Ferzan Ozpetek al cinema con Rosso Istanbul tra paura e nostalgia

Ozpetek racconta il suo ritorno a casa con una toccante cartolina di vite private nella Istanbul contemporanea

Fonte: Facebook

Rosso Istanbul” è il racconto della megalopoli turca attraverso lo sguardo di Ferzan Ozpetek. La pellicola esce nelle sale  il 2 Marzo e porta sullo schermo un cast ricco di attori turchi, fra cui Serra Yilmaz, attrice simbolo dell’intero lavoro del regista.

La trama è un racconto privato, Ohran, un editor che manca dalla sua terra da ormai 20 anni, ritorna in patria per aiutare il romanziere Deniz Soysal a completare il suo libro. Le vite dei due uomini finiscono per intrecciarsi, l’editore viene subito accolto dalla famiglia sopra le righe dello scrittore. Improvvisamente, però, Deniz scompare, diventa introvabile, e Ohran incomincia a riflettere sul suo ritorno a casa, viene investito dai ricordi, dalla nostalgia, dai sentimenti e da una nuova energia creativa.

I riferimenti biografici della pellicola

È chiaro che “Rosso Istanbul” porti con sé numerosi riferimenti biografici alla vita del regista. Lo stesso Ozpetek racconta che: “Per esempio, quando la famiglia di Deniz trasloca dalla sua casa sul Bosforo, mi ha ricordato la mia infanzia quando abbiamo appunto traslocato in un appartamento, dovendo lasciare parte dei nostri mobili ricoperti da lenzuoli come fantasmi. Anche il personaggio della madre di Deniz l’ho rappresentata proprio come era la mia. Mio fratello mi ha chiamato per questo dicendomi: l’hai fatta come mamma”.

La nostalgia dell’infanzia, l’immagine della vita per come avrebbe potuto essere, le sensazioni ritrovate del luogo Natale sono d’altronde argomenti che tutti coloro che emigrano prima o poi affrontano.

La dimensione politica del film

Ovviamente non potevano mancare i riferimenti agli aspetti politici e sociali in cui versa la Istanbul contemporanea, sempre più lontana dal modello Ataturk. Il regista spiega cosi le sue scelte: “ho preferito raccontare solo le atmosfere, quello che è cambiato nelle persone. Se giri per Istanbul non avverti certo quello che senti in tv. Potevo mettere degli scontri, sarebbe stato facile, ma non potevo non raccontare le ‘madri del sabato’, e poi anche far sparire il protagonista del film, una cosa che accade spesso purtroppo ad Istanbul”.

Inoltre, “Rosso Istanbul” racconta una storia iniziata il 13 maggio 2016: “Un modo per far capire che è stato girato prima del golpe in Turchia del 15 luglio”.

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