Festa coi rivali, il caso finisce in tribunale

La storia ha dell'incredibile

Fonte: Getty Images

Ha dell'incredibile la storia riportata dalla Gazzetta di Parma.

Secondo il quotidiano ducale, tre ragazzine di dodici e tredici anni, giocatrici di volley nella Coop Consumatori Nord Est, sono state prima denunciate dal proprio presidente alla Procura della Federazione pallavolo, poi, da questa, deferite al Tribunale federale, a Roma, dove dovranno presentarsi il 12 ottobre, per aver partecipato, l’8 giugno scorso, quando erano ancora tesserate per la Coop, alla festa di un’altra società, l’Energy Volley.

Il regolamento infatti impedisce, nonostante la giovanissima età delle atlete, di allenarsi o disputare partite con una squadra diversa da quella di appartenenza, a meno che non ci sia il nulla osta del club.

Simona Magri, mamma di una delle ragazzine imputate, non ci sta. "Sono molto arrabbiata e sconcertata. È assurdo che, a causa di un evidente atto di ripicca tra società, vengano messe in mezzo tre bambine (che sono anche compagne di classe, ndr) che pensano soltanto a divertirsi giocando a pallavolo. Mia figlia non è stata bene e per diverse notti non ha dormito. Inoltre, ora dobbiamo andare a Roma e sostenere le spese per l’avvocato".

"L’attività agonistica della squadra, dopo aver vinto il campionato provinciale Under 13, è terminata a fine maggio – sottolinea nell'intervista alla Gazzetta di Parma -. Gli allenamenti di giugno erano facoltativi, ma comunque le ragazze vi hanno preso parte, per esempio a quelli del 7 e del 9 giugno. L’8 giugno, libere da impegni, hanno accettato l’invito di alcune compagne di scuola a partecipare a una festa di fine anno scolastico organizzata al Palasport dall’Energy Volley".

"È vero che il regolamento impedisce di fare allenamento o di giocare con un’altra società, ma quella dell’8 giugno era una festa di fine anno, non un’attività agonistica e nemmeno un allenamento. A questa festa mia figlia e le sue amiche si sono recate in totale buona fede. Non riesco a capire quale danno possa averne ricevuto la Coop. In ogni caso, il giorno prima, il 7 giugno, mio marito, al termine dell’allenamento, ha comunicato all’allenatore di nostra figlia l’intenzione della bambina di partecipare alla festa dell’Energy Volley; in risposta abbiamo avuto il consenso, con l’unica raccomandazione che non si facesse male, cosa che non è accaduta, anche perché non hanno fatto allenamento. E, a dimostrazione della buona fede, il giorno dopo mia figlia era regolarmente all’allenamento facoltativo della Coop"..

"Io sono convinta che si tratti del classico caso di ripicca tra società, in competizione tra loro. È assurdo, però, che mia figlia, che ha solo dodici anni, sia oggetto di indagini da parte della Procura federale per aver partecipato ad un momento conviviale insieme a due compagne di squadra e ad altre amiche. Mi stupisce molto l’atteggiamento della Coop: credo che non abbia nulla a che fare con i valori che lo sport deve trasmettere a questi livelli".

"Rischiano da un’ammonizione fino a un mese di squalifica, durante la quale non potrebbero né allenarsi né giocare – conclude la Magri -. In ogni caso, indipendentemente dal tipo, sarebbe una punizione inaccettabile".

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