Il fidget spinner più antico del mondo che ha ingannato tutti

Una donna a Chicago ha diffuso sul web la foto del fidget spinner più antico del mondo: peccato però che si fosse sbagliata

Fonte: Facebook

Nella collezione dell’Oriental Institute Museum, il museo di archeologia realizzato dall’Università di Chicago, c’è un particolare reperto proveniente dalla Mesopotamia che risale a circa 4000 anni fa. L’oggetto mostra una forma davvero strana con tre bracci sporgenti e un foro centrale: esattamente come i moderni fidget spinner che hanno conquistato i millennials. Così una donna statunitense si è recata al museo di Chicago insieme alla figlia e dopo aver osservato il reperto, ha scattato una foto pubblicandola su Reddit, un importante sito di social news e intrattenimento su cui gli utenti possono condividere foto e testi. La signora ha espresso tutto il suo entusiasmo nel definire quell’oggetto “il più antico fidget spinner della storia”, motivata anche dalla descrizione ufficiale del reperto che era catalogato come “giocattolo rotante fatto con testa di animale”.

In effetti i fidget spinner di oggi non si allontanano molto da questo oggetto primordiale, con la sola differenza che ovviamente i materiali utilizzati sono del tutto diversi e che la tecnologia si è evoluta nei millenni portando a nuove scoperte, ma il principio base di utilizzo, poteva essere il medesimo. La foto ha fatto il giro del mondo e ha conquistato il web, confermando l’esistenza di questi giocattoli anche 4000 anni fa. In realtà però, la signora è stata tratta in inganno, in quanto il reperto del museo di Chicago è ben lontano dall’essere un primordiale spinner. Dopo poche ore dalla pubblicazione della foto e dopo numerose discussioni in rete sulla reale natura dell’oggetto, il museo ha pubblicato una smentita in cui la curatrice della mostra Jean M. Evans spiegava che il reperto era stato rinvenuto nel 1932 e gli archeologi avevano ipotizzato fin da subito che potesse roteare e che quindi, venisse utilizzato per divinazioni astrologiche.

Il fatto che sia stato ritrovato vicino a un tempio, allontana ancora di più l’idea che potesse essere un gioco: probabilmente si trattava invece di un’arma votiva per gli dei. Così la curatrice ha anche proposto di cambiare la descrizione del reperto, in modo da non trarre più in inganno i visitatori, ma soprattutto i bambini che per un attimo si erano immedesimati nei loro coetanei mesopotamici.

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