Film in uscita il 2 Febbraio: Billy Linn un giorno da eroe

"Billy Linn" è un film di Ang Lee che racconta gli effetti dello stress post-traumatico vissuto dai soldati di ritorno da missioni di guerra

Fonte: Instagram

Billy Linn” è un film drammatico del regista taiwanese Ang Lee, già affermatosi nel panorama hollywoodiano con “La tigre e il dragone“(2000), “I segreti di Brokeback Mountain” (2005) e “Vita di Pi” (2012). La pellicola, in uscita il 2 febbraio, racconta attraverso la storia del soldato Billy Linn, il dramma che vive la categoria in generale di ritorno da missioni di guerra dopo aver combattuto in prima linea.

Il film non nasconde un tono critico verso la società occidentale e verso l’esasperazione della notizia perpetuata dal sistema dei mass media. Tuttavia, la pellicola non rischia di cadere nella lentezza assopente dei film d’autore e di protesta grazie a flashback d’azione ben costruiti.

Trama

Billy Linn è un giovane dei marines della compagnia Bravo imbarcatosi verso l’Iraq. Durante una missione, la sua squadra viene coinvolta in un durissimo scontro a fuoco. La differenza di forze fra i marines e il gruppo di ribelli alza il livello di criticità dello scontro. Billy cerca invano di salvare la vita del suo sergente e combatte con determinazione e coraggio: anche grazie al diciannovenne soldato, la squadra riesce a salvarsi.

La scena di guerra viene ripresa e trasmessa in patria, dove i membri della squadra diventano degli eroi. Proprio grazie all’ondata di popolarità, i marines vengono invitati al Victory Tour: una serie di eventi propagandistici e celebrativi che si concludono con la partecipazione dei reduci alla partita di football nel giorno del ringraziamento. Sotto la luce dei riflettori, aggredito dai flash delle macchine fotografiche e incalzato dai microfoni e dalle domande dei giornalisti, Billy combatte contro gli attacchi da stress post-traumatico che sono dovuti al rientro in patria.

I postumi della guerra e la sensibilità di Hollywood verso i reduci

Un film completamente incentrato sui postumi psicologici della guerra non è certo una novità per Hollywood. Effettivamente, da “Il Cacciatore” in poi, le pellicole che hanno affrontato l’argomento in modo sostanziale o soltanto tangenzialmente si sprecano.

Il copione è sempre lo stesso, proprio perché la realtà dei fatti è sempre la medesima: il giovane entusiasta soldato parte per la missione, abbraccia il suo fucile, i cattivi non ci stanno e gli sparano addosso, il marine vede i suoi amici morire straziati e infine torna a casa e rivive quegli incubi. Nulla di nuovo sotto il sole dunque, anche per Billy Linn.

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