Food selfie mania: un italiano su 3 fotografa il cibo anziché mangiarlo

Secondo una recente ricerca in Italia è esplosa la food selfie mania e si preferisce fotografare il cibo anziché mangiarlo subito

In Italia è food selfie mania. Secondo una recente ricerca infatti un italiano su 3 (30 per cento) preferisce fotografare il cibo prima di mangiarlo. L’indagine è stata condotta da Coldiretti ed è stata illustrata in occasione della 66esima giornata nazionale del ringraziamento che si festeggia in tutta Italia dal 1951 per celebrare il raccolto nei campi. “Si tratta-  ha spiegato la Coldiretti parlando della selfie food mania- di una vera passione che ha contagiato almeno qualche volta il 19% degli italiani, spesso il 9% e regolarmente il 2% della popolazione. Una testimonianza del valore della cultura del cibo – ha proseguito l’associazione – che si è affermata come momento di socializzazione anche sul web. Non è un caso che il 25% degli italiani partecipa a community/blog/chat in internet centrate sul cibo proprie o di altri. Il web diventa anche un luogo di confronto per le scelte con il 53% degli italiani che almeno qualche volta lo ha utilizzato per confrontare prezzi o raccogliere informazioni sulla qualità dei prodotti alimentari”.

Secondo l’indagine condotta da Coldiretti e i dati sui food selfie dimostrano “la passione per il cibo anche dal seguito dei programmi televisivi di ricette e cucina o di gare tra chef che vengono seguite regolarmente dall’11% degli italiani e spesso da un altro 26%. Il 41% degli italiani considera entusiasmante il mestiere di chef mentre il 26% lo giudica prestigioso. Non deve dunque sorprendere- ha svelato  Coldiretti- se per la metà degli italiani è proprio il cibo è il vero simbolo del made in Italy che lo rappresenta meglio della moda (22%) e della produzione artistica e culturale (16%) mentre appena il 6% indica il design ed il 3% le auto”.

Il presidente dell’associazione, Roberto Moncalvo, è certo che “numeri e tendenze dimostrano la nuova centralità acquisita dal cibo tanto a livello economico quanto dal punto di vista sociale, una centralità dietro la quale c’è il lavoro degli agricoltori italiani che in questi anni hanno saputo garantire produzioni di straordinaria qualità con caratteri distintivi unici e una varietà e un’articolazione che non ha uguali al mondo”.

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