Forse non sai perché i crackers hanno i buchi

Forse pensate che i buchini sui crackers siano un fatto puramente estetico, ma non è così: sono invece importantissimi!

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A tutti piacciono i crackers: croccanti, sfiziosi, leggeri e ottimi per uno spuntino, esistono in tantissime varianti (anche le più strane…). Tutte però hanno una caratteristica in comune: i buchini sulla superficie. Vi siete mai chiesti perchè?

Potreste pensare che si tratti di un vezzo estetico, ma la risposta invece è ancora più semplice, anche se curiosa: i buchini provengono dalla lavorazione del crackers e servono ad evitare che durante la cottura si formino le bolle d’aria, che farebbero gonfiare i crackers e impedirebbero all’impasto di restare piatto. I buchini infatti servono a far uscire il vapore e a mantenere la sfoglia così sottile: se si gonfiassero troppo diventerebbero troppo soffici e simili a biscotti.

I buchini sui crackers tendono ad essere più fitti e ravvicinati se il prodotto è più “secco”, più distanti se tende a restare più soffice: questo perchè quando i buchi sono più lontani, sul cracker si forma qualche bolla, si gonfia ed è più morbido, mentre più buchi ravvicinati fanno uscire molto vapore e questo resta più croccante.

D’altronde se amiamo i crackers è proprio per la loro croccantezza: se diventassero morbidi non sarebbero più crackers! Per  questo dobbiamo ringraziare i “buchi di attracco” (o docking holes, come si chiamano in inglese) per svolgere il loro essenziale ruolo.

Restando in tema di curiosità sui crackers, anche la loro storia è piuttosto interessante (conoscete la storia delle stelle di Natale?): inventati nel 1972 da Theodore Pearson, erano una sorta di biscotto salato a lunga conservazione per marinai e soldati, fatto solo di acqua, farina e sale. Il loro nome era pilot bread, ma poi divenne velocemente crackers perchè ispirato dal rumore che facevano sotto i denti di chi li mangiava. Il successo per i cracker arrivò nel 1801, quando un panettiere del Massachusetts, Josiah Bent, decise di produrli nel proprio forno e metterli sul mercato per tutti, non solo per i marinai o i militari. Tutto il resto, come si dice, è storia!

 

 

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