Franck Kessié, 5 cose che non sai su di lui

Tutti i segreti sul gioiello dell’Atalanta inseguito da Juventus e mezza Europa.

Mezza Europa sta facendo carte false – è un modo di dire, ci mancherebbe! – per accaparrarsi l’ultimo di una infinita schiera di talenti scoperti e lanciati nel calcio che conta dall’Atalanta, che oltre a un settore giovanile di tutto rispetto può vantare anche una rete di osservatori altamente qualificati.

Come Giovanni Sartori, ex ds del Chievo: è lui che ha voluto fortemente Franck Kessié, titolare fisso nel centrocampo di Gian Piero Gasperini, già autore di 4 gol e 2 assist in 10 partite di serie A 2016/2017 (più un gol in una presenza in Coppa Italia, nel 3-0 inflitto alla Cremonese).

La Juventus segue da tempo l’ivoriano classe 1996, l’Inter si era fatta avanti interessata un mesetto fa, ma quello che è scontato è che nei prossimi mesi ci sarà una lotta senza esclusione di colpi per mettere le mani sul talento orobico.

Ma siete sicuri di sapere tutto su Franck Kessié? Ecco 5 cose che non sapete di lui.

1) Franck Kessié, attualmente schierato come centrale di centrocampo, nasce difensore centrale e solamente al Cesena, lo scorso anno, sotto l’egida di Drago, è stato avanzato nel reparto nevralgico del campo. Nel Campionato Africano Under 17 vinto dalla sua Costa d’Avorio sulla Nigeria di  Iheanacho è stato eletto miglior difensore centrale.

2) Franck Kessié, che all’Atalanta veste la maglia numero 19, in nazionale porta fieramente sulle spalle il numero 10 dei campioni, nonostante con gli Elefanti ricopra il ruolo di roccioso difensore centrale. Bisogna dire che in fase di impostazione ha sempre fatto la sua gran figura e che i piedi non gli mancano, costruendo spesso la manovra da dietro.

3) Franck Kessié si ispira a Yaya Touré, suo connazionale e – perlomeno adesso – suo collega di ruolo a centrocampo.

4) Franck Kessié ha una passione smodata per i rigori. Non solo: sa calciarli anche molto bene. Ovunque, a partire dal suo club di origine, la Stella Club d’Adjamé, ne ha calciati in grandi quantità, tutti ben eseguiti.

5) Ai Mondiali Under 17, dove fu notato da Sartori, segnò il gol del 2-1 nella sconfitta della sua Costa d’Avorio con l’Argentina, ai quarti di finale. Inoltre fu uno dei migliori in campo nella sfida contro l’Italia di Zoratto. Gli Azzurrini però vinsero di misura grazie a una rete da fuori di Luca Vido, attaccante ora in forze alla Primavera del Milan.

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