Frankenstein di Mary Shelley: un'asta da record

Una rarissima copia della prima edizione di 500 copie del Frankenstein di Mary Shelley è stata venduta a New York a un prezzo esorbitante

23 Settembre 2021
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Un’asta da record e un prezzo davvero da paura. Una rarissima copia della prima edizione di 500 copie del Frankenstein di Mary Shelley è stata venduta a New York per 1,17 milioni di dollari, che corrispondono a un milione di euro.

Come ricorda Repubblica.it, l’idea di questo romanzo venne alla Shelley a 18 anni durante una sfida con il marito Percy Shelley e Lord Byron sul lago di Ginevra a scrivere la storia più bella dopo aver letto quelle di fantasmi tedesche. Il romanzo venne pubblicato nel 1818, il primo gennaio, e in forma anonima. Ora, dopo un’asta storica di Sotheby’s, può vantare un importante record.

Mai nella storia e nel mondo, come riporta il Guardian, una scrittrice donna aveva venduto per così tanti soldi una sua opera stampata. La prima edizione di Emma di Jane Austen (1816) nel 2008 arrivò, in un’asta di Bonhams a Londra, a 150mila sterline (circa 170mila euro). Era questo il record precedente che ora Mary Shelley ha infranto senza pietà. Ok, J.K. Rowling nel novembre 2007, sempre con Sotheby’s, con il suo Le fiabe di Beda il Bardo superò pure i due milioni di euro, ma in quel caso si trattava di un libro “artigianale” e illustrato, e non stampato come Frankenstein.

Un portavoce di Christie’s ha spiegato al quotidiano britannico: “Un’opera di un’edizione come questa è in genere rara e molto fragile, ma nella circostanza si trattava di una copia in buone condizioni, per questo ha molto mercato e si è arrivati a una simile valutazione”.

Frankenstein, opera horror e una delle prime al mondo di fantascienza, è stato pubblicato il primo gennaio del 1818 dopo diversi rifiuti editoriali. Una seconda edizione, stavolta con il nome della figlia del filosofo William Godwin e della femminista Mary Wollstonecraft, fece la sua comparsa nel 1931. In quella prefazione Shelley scrisse: “E ora tutti mi chiedono: come hai fatto, da bambina, a pensare a cose così orribili?”.

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