Frontaliere: definizione del termine "lavoratore frontaliere"

Con il termine frontaliere si indica un lavoratore che quotidianamente supera il confine del proprio Stato per recarsi sul posto di lavoro sito all'interno di un altro Stato

La comunità italiana è solita attribuire al termine frontaliere il corrispettivo significato di lavoratore che si impegna a svolgere il proprio servizio sul territorio di un preciso Stato, ma residente in un differente Paese dove rientra, di norma, con cadenza settimanale. Tale locuzione quindi, oltre agli spostamenti tipici che il lavoratore pendolare deve affrontare per recarsi dal luogo in cui risiede il proprio domicilio al luogo in cui invece lavora, indica e sottolinea il viaggio di ritorno a casa che il frontaliere è, per sua natura, costretto a fare piuttosto spesso.

A titolo d’esempio potremo indicare come frontaliere quel lavoratore che, nonostante possa vantare una residenza regolarmente tenuta all’interno dello Stato italiano, ogni settimana viaggia nei Paesi esteri per portare a compimento le proprie missioni lavorative. Un decreto legislativo emesso dallo Stato durante il corso del gennaio 2001 rimarca come siano considerate zone di frontiera, e di conseguenza località nelle quali il frontaliere italiano può prestare servizio, l’ Austria, la Francia, la Svizzera, la Slovenia, San Martino e la Città Stato del Vaticano.

Lo Stato Italiano, nel corso degli ultimi decenni, a tale riguardo ha stretto diversi patti, accordi ed intese di vario genere con i Paesi qui sopracitati. Con lavoratori frontalieri pertanto ci si si riferisce solamente a quei soggetti che si impegnano quotidianamente a svolgere il proprio lavoro in un luogo molto distante da casa, ma pur sempre restante all’interno di una fascia di venti chilometri calcolati partendo dal luogo di residenza. La distanza di venti chilometri è valida solamente per i Paesi confinanti con il nostro Stato.

Quasi dieci anni fa, nel corso del 2007, lo Stato Italiano ha improvvisamente deciso di sopprimere la frontiera con la Svizzera. L’accordo stipulato tra i due Paesi non è stato visto di buon occhio dai numerosi lavoratori lombardi e piemontesi che ogni anno viaggiavano nel territorio svizzero per adempiere ai propri obblighi lavorativi. I lavoratori frontalieri infatti, proprio a causa della nuova legge, sono stati costretti a pagare tasse più elevate. Nel 2007 quindi per tanti italiani che abitano al nord si è verificato un rigido aumento degli oneri fiscali.

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