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Fuocoammare: 7 cose da sapere sul film italiano candidato agli Oscar

Fuocoammare, il docu-film di Gianfranco Rosi su Lampedusa e i migranti rappresenterà l’Italia agli Oscar 2017. Trama, polemiche, curiosità della pellicola

7 cose che dovete sapere su Fuocoammare, il docu-film di Gianfranco Rosi su Lampedusa e i migranti che rappresenterà l’Italia agli Oscar (ma non è ancora detto che entrerà nella cinquina dei 5 film stranieri selezionati), il prossimo 26 febbraio 2017.

1. Le parole di Rosi dopo la candidatura e l’ispirazione di Obama
“Questo risultato va oltre al film, che in questi otto mesi ha girato per tutto il mondo e ora appartiene a tutti. Leggevo ieri le parole di Obama: chi erge delle barriere costruisce una prigione per se stesso. Ecco penso che il film possa trovare un’ispirazione in quelle parole”.

2. La polemica di Sorrentino
“È un bellissimo film, ma andava candidato all’Oscar nella categoria dei documentari. Puntando su un altro film avevamo la possibilità di candidarne due”. Sorrentino si riferisce al fatto che Rosi molto probabilmente sarà candidato anche nella categoria dei documentarie che, molto probabilmente, in quella dei film verrà scartato dalla Academy.

3. L’augurio di Meryl Streep a Berlino
Meryl Streep, presidente della giuria alla Berlinale, quando consegnò l’Orso d’oro a Rosi, gli sussurrò all’orecchio: “Vorrei che tu arrivassi agli Oscar, dimmi cosa posso fare per te”.

4. Un solo film, tante Lampeduse
Il film racconta tante Lampeduse diverse. Come scrive il critico Goffredo Fofi: “C’è la Lampedusa di una quotidianità scandita dal lavoro della pesca (anche quella subacquea), dalla vita di famiglia. C’è la Lampedusa dei migranti, delle navi che individuano e assistono gli scafi in cui sono stati ammassati, dei militari e marinai per lo più senza volto (coperti da igieniche maschere). E ci sono anche i morti, non potevano non esserci, in sacchi chiusi mostrati nella loro tremenda normalità, e c’è il racconto tragico ed epico che fanno i migranti del loro viaggi. Ci sono i loro, di volti, i cui occhi hanno visto più volte la morte pronta a ghermirli”.

5. Storia e mistero della canzone che dà il titolo al filmUn canzone bellissima ed epica, il cui testo è andato perduto. Spiega Giuseppe Fragapane, detto Pippo, protagonista del film e dj dell’isola: “Il testo non c’è. È andato perduto. Parlava dei bombardamenti del 1943 a Lampedusa. Chi focu a mmari ca c’è stasira. Che fuoco a mare che c’è stasera! Era la frase che ripetevano i lampedusani quando, in quel lontano ’43, la nave italiana ‘Maddalena’ fu bombardata e prese fuoco nel porto. Una frase ripetuta talmente tante volte che alla fine è diventata canzone popolare. E di cui oggi, dopo 73 anni, sopravvivono solo poche parole. Registrare la canzone è stato restituire un pezzo alla memoria dell’isola”

6. Un film su Lampedusa che i lampedusani non possono vedere
Nell’isola non ci sono cinema e i lampedusani non hanno visto in anteprima il film, e neppure dopo che ha vinto l’Orso d’oro a Berlino. “Tanti hanno proposto di aprire un cinema qui a Lampedusa dopo il film di Rosi – spiega sempre Giuseppe Fragapane – bisogna trovare una sala dove realizzarlo. Pensare – continua – che 40 anni fa avevamo due cinema a Lampedusa. La Rai ha regalato una saletta da 40 posti per le proiezioni destinate ai bambini, però ce ne vorrebbe per i ragazzi e per gli adulti”.

7. La dedica di Rosi a Berlino, appena ricevuto l’Orso d’oro
“Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti e ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare. Le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbatterle”.

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