Gadget per 'nostalgici', a Roma infuria la polemica

La società giallorossa prende le distanze: "Non si tratta di merchandising ufficiale"

Fonte: Screenshot tratto da Twitter

In un negozio che commercializza prodotti ufficiali della Roma calcio sono stati messi in vendita articoli assai particolari: cappellini con la dicitura "Balilla" (il carattere scelto per la scritta è lo stesso dello sponsor della squadra giallorossa ai tempi dello scudetto della stagione 1982-83: a fare differenza c’è solamente una ‘l’ al posto di una ‘r’) e polo che celebrano lo scudetto vinto nell’annata 1941-42 da Amedeo Amadei e compagni con il logo dell'epoca, contraddistinto dal fascio littorio

Più di un utente di Twitter, da cui sono state prese le fotografie che pubblichiamo, si è irritato per i palesi riferimenti al fascismo e, come prevedibile, si è scatenata l’ennesima polemica da tastiera, dalla quale non si sono chiamati fuori i ‘nostalgici’.

La Roma ha fatto sapere che non si tratta di merchandising ufficiale della società giallorossa e che gli articoli in questione non sono in vendita in nessun negozio del club.

Sul campo, i giallorossi hanno pareggiato 2-2 a Cagliari, con mister Spalletti che ha bacchettato i suoi per i due punti persi sull’Isola dovuti a un colpevole rilassamento:

“Non abbiamo raggiunto un equilibrio di continuità, in alcuni frangenti siamo troppo fragili – ha detto Spalletti a ‘Serie A Live’ su Premium Sport – Problema di testa? Sembra che manchiamo di personalità, nel momento più facile da gestire ci viene il braccino, non riusciamo a fare passaggi facili, gli avversari prendono coraggio e se sono bravi raggiungono l'obiettivo come oggi. Il Porto non deve essere una scusa, per chi si spegne a una sconfitta diventa difficile vedere obiettivi importanti, se non si reagisce si è già finito di giocare. Se non hai la personalità di fare le cose semplici, quelle difficili lo saranno ancora di più”.

E a conferma del blocco mentale, ecco che nel finale la squadra è tornata sotto, sfiorando la vittoria. E parte il mea culpa: “Lì abbiamo fatto le cose bene, sul 2-1 è difficile spiegare cosa è successo: abbiamo riconquistato 10 palle senza giocarcela sui a 5 metri di distanza. L'allenatore ha sicuramente più colpe”.

Al Sant’Elia la fascia di capitano è stata indossata da Alessandro Florenzi, pur con De Rossi in campo. Una scelta non casuale, e non temporanea, dopo la follia del numero 16 contro il Porto: “Abbiamo un’etica tra noi e Daniele è stato d’accordo nel rispettare il regolamento interno cui tutti devono attenersi – ha concluso Spalletti – Scelta momentanea? Dipende dalle sanzioni che verranno decise, per qualche partita sarà così, almeno fino a quando resterà squalificato”.

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