George Michael: 200mila sterline al mese per liberarsi dai demoni

Un anno prima di morire George Michael sarebbe stato ricoverato in un’esclusiva clinica di riabilitazione, spendendo 200mila sterline

Fonte: Instagram

200mila sterline al mese per liberarsi dai suoi demoni. È questa la cifra spesa da George Michael per soggiornare in un’esclusiva clinica di riabilitazione a Zurigo, in Svizzera. Il cantante si sarebbe fatto ricoverare in gran segreto nella Küsnacht Practice, un anno prima della sua morte, per combattere la depressione, ma anche la dipendenza da droghe.

Secondo alcune fonti del “Daily Mail”, George Michael sarebbe rimasto in rehab per diverso tempo, dopo essere arrivato a fumare 25 spinelli al giorno, insieme a crack ed eroina, ma soprattutto dopo aver tentato più volte il suicidio. L’ultima volta nel 2013 lanciandosi dalla sua auto in corsa.

La clinica è specializzata nella cura di omosessuali e lesbiche affetti da depressione e dipendenza. George Michael soggiornava in una delle sei lussuose ville della clinica, affacciata sul lago di Ginevra, con terrazza gigante e pianoforte a corde, servito da un cuoco personale, un autista, un maggiordomo e una domestica.

La clinica, gestita dal direttore, l’inglese David Smallwood, esperto mondiale nella “dipendenza di gay e lesbiche”, costa 70mila sterline a settimana, mentre per soggiornare un mese si pagano 200mila sterline.

La cura consisteva in yoga, massaggi, consulenza spirituale e psicoterapia. Il centro, a differenza di molte altre rehab per star, non tratta i propri pazienti come “prigionieri”, allontanandoli dalle tentazioni, ma li rende liberi di fare ciò che vogliono. George Michael l’aveva scelto, secondo gli amici, perché qui avrebbe trovato privacy e relax. Fra i vip che sono stati ricoverati anche lo stilista John Galliano, alcuni potenti del Medio Oriente e diversa star di Hollywood.

A provocare la depressione di George Michael sarebbe stata la morte di Antonio Feleppa, lo stilista suo grande amore, stroncato dall’AIDS nel 1991. Pochi anni dopo la morte della madre lo portò  fare uso quotidiano di prozac e cannabis, ma soprattutto a tentare il suicidio più volte. Fino al ricovero nell’esclusiva clinica di Zurigo dove, secondo il “Daily Mail”, verrebbe usato anche l’elettroshock.

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