Geotermia: il pozzo all'interno di un vulcano in Islanda

La novità dell'energia geotermica: si vuole arrivare fino al cuore del vulcano per raggiungere temperature più alte e produrre più energia pulita

Fonte: PIxabay

Si dice Islanda e la si associa immediatamente a paesaggi ghiacciati  e natura incontaminata, dove i turisti si recano per ammirare panorami estremi, l’aurora boreale e geyser altissimi.

Proprio di questo potenziale sotterraneo l’Islanda ha capito da tempo le potenzialità ed ha deciso di sfruttarlo al meglio nella produzione di energia geotermica. 

Una nuova perforazione potrebbe, però, essere veramente di impatto: si tratta della perforazione più profonda mai realizzata e potrebbe davvero rivoluzionare la produzione di energia pulita.

Una perforazione al cuore del vulcano

L’Iceland Deep Drilling Project sta portando avanti proprio in questi giorni una perforazione che ha dello straordinario: nella penisola di Raykjanes, lembo di terra all’estremo ovest dell’isola, è in atto una perforazione del terreno nei pressi di un vulcano. Questa perforazione si ripromette, però, di spingersi fino a 5’000 metri di profondità, dove nessuno era mai giunto prima.

Lo scopo è fermarsi poco prima di incontrare il magma presente nel cuore del vulcano, ma giungere in una zona della crosta terrestre dove le temperatura si aggirano intorno ai 500 gradi. Lì la roccia fusa è mescolata all’acqua allo stato di vapore supercritico, ovvero acqua ancora allo stato solido ma ad altissime temperature in compresenza con vapore estremamente caldo.

Questa condizione garantirebbe temperature più alte di quelle presenti nei pozzi termici convenzionali, traendone 10 volte più energia di quella ricavata dai pozzi geotermici convenzionali in cui le temperature sono decisamente più basse.

Qualche rischio ma grandi potenzialità

I rischi comunque non mancano: già nel 2009 si era tentata una perforazione simile, ma un problema a oltre 2’000 metri di profondità causò l’entrata in contatto con un serbatoio di magma. Un rischio simile non è da escludere, perché i pozzi aperti da queste trivellazioni in prossimità dei vulcani possono aprire una via di risalita per il magma.

I vantaggi, in caso di successo, giustificano però l’impresa: potendo ricavare molta più energia con una sola perforazione, si potrebbe diminuire il numero di trivellazioni necessarie e, quindi, anche ridurre l’impatto ambientale.

Oltre ai vantaggi e ai guadagni energetici, l’impresa sarebbe anche un’occasione importante per approfondire le ricerche scientifiche in questo ambito, offrendo agli studiosi materiali concreti.

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