Chi è Giorgio Caproni, il poeta della prima prova di maturità

Ecco chi è Giorgio Caproni, il poeta del Novecento indicato nella traccia della prima prova dell'esame di maturità

Fonte: Wikipedia

Giorgio Caproni è il poeta uscito nel tema della maturità. L’autore è stato scelto per la traccia di analisi del testo nella prima prova. Nato nel 1912 a Livorno, Caproni studiò a Genova, ma visse gran parte della sua vita a Roma. Iniziò a scrivere poesie e sonetti quando frequentava ancora le scuole magistrali, proponendo i suoi lavori a diverse riviste genovesi.

Appassionato di musica, dovette rinunciare a questa passione e la decisione fu per lui motivo di turbamento e sofferenza. L’amore per le note però non l’abbandonò mai, tanto che alcune sue poesie vennero scritte sui righi di uno spartito musicale.

Nei suoi versi parla di Genova e Livorno, ma anche della madre, a cui era legatissimo. Una delle sue opere più famose è “Il seme del piangere” uscito nel 1959. Contiene i “Versi livornesi” e fu dedicato all’amata mamma Anna Picchi. Collaborò a lungo con giornali e riviste, scrivendo non solo poesie, ma anche saggi e racconti. Si occupò anche della traduzione dal francese di alcune opere famose come “Il tempo ritrovato” di Marcel Proust, “I fiori del male” di Charles Baudelaire, “Bel Ami” di Guy de Maupassant e “L’educazione sentimentale” di Gustave Flaubert.

La poesia indicata nella traccia della prima prova dell’esame di maturità è “Versicoli quasi ecologici” contenuta nella raccolta di Giorgio Caproni intitolata “Res Amissa” e pubblicata nel 1991. Di seguito l’opera del poeta sottoposta agli studenti che stanno affrontando l’esame.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

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