Giorgio Savastano e l'algoritmo "tsunami"

Ventisette anni di Ostia, Giorgio Savastano è l’ingegnere che ha creato un algoritmo capace di prevedere gli tsunami

Fonte: Pixabay

Anticipare l’arrivo degli tsunami usando i dati raccolti dai satellitti analizzati da un algoritmo. Così, il giovane ingegnere Giorgio Savastano, dopo avere pubblicato i risultati della sua ricerca sulla rivista Scientific Reports, ha catturato l’attenzione della Nasa. Adesso, continua il suo lavoro al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. Dottorando all’università La Sapienza, Giorgio Savastano ha ventisette anni ed è sempre vissuto a Ostia, in provincia di Roma.

Nel 2015 ha iniziato a parlare del problema tsunami con il suo professore universitario, Mattia Crespi, con il quale in seguito è nata la collaborazione che ha permesso la nascita dell’algoritmo. Intervistato via Skype dalla giornalista del Corriere della Sera, Anna Meldolesi, Giorgio Savastano racconta l’inizio della sua avventura.

L’inizio della ricerca

Racconta Giorgio Savastano: “Ho iniziato a lavorarci quando un intervento chirurgico mi ha tenuto fermo per mesi. Da una circostanza negativa è venuto fuori qualcosa di buono. Le ricerche nel settore si sono intensificate dopo due tragedie sconvolgenti: il maremoto in Indonesia nel 2004 e quello che colpito il Giappone nel 2011.

Gli obiettivi della ricerca

“L’obiettivo dei ricercatori è predisporre un sistema integrato che metta insieme più dati possibile per fornire stime veloci e realistiche. Le prime informazioni che arrivano sono quelle raccolte dai sismografi, ma non esiste una correlazione semplice tra la magnitudo dei terremoti e i maremoti. Man mano che le onde si propagano nell’oceano la loro pressione viene registrata da un sistema di boe, ma si verificano anche perturbazioni nell’atmosfera che possono risalire anche fino a 350 chilometri, aggiungendo così la ionosfera”.

La raccolta dati e Varion

Il giovane ingegnere spiega: “Questa miniera di dati viene raccolta dai satelliti di Usa, Europa, Russia e Cina. Con questi numeri, condivisi da centinaia di stazioni nel mondo, verrà fatto girare l’algoritmo di Savastano e colleghi. Si chiama Varion (l’acronimo sta per «approccio variometrico per l’osservazione della ionosfera in tempo reale») ed è stato messo alla prova con successo con i dati relativi a un evento che ha colpito le isole canadesi di Haida Gwaii.

I possibili benefici

Savastano continua l’intervista con la giornalista Anna Meldolesi: “È difficile dire quante vite si potrebbero salvare, il margine di tempo per l’evacuazione dipende dalla distanza dell’epicentro dalla costa. Riuscire ad avvistare prima gli tsunami e prevederne con più precisione il potenziale distruttivo, migliorerebbe il sistema di allerta per le popolazioni vulnerabili, soprattutto nel Pacifico.

Savastano e l’esperienza americana

Dopo alcuni mesi trascorsi negli Stati Uniti, la nostalgia per l’Italia inizia a farsi sentire. Giorgio però non si abbatte perché deciso a cogliere la sua occasione e perfezionare l’algoritmo Varion. Intanto continua a correre sul lungomare, come faceva a Ostia, ed è pronto a nuove sfide. “Sto provando con il climbing ma penso soprattutto ad adattare l’algoritmo allo studio di terremoti ed eruzioni vulcaniche” conclude l’ingegnere Giorgio Savastano.

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