Giudice di Brooklyn blocca le espulsioni ordinate da Trump

Decine le persone fermate negli scali dove ci sono state proteste

Fonte: Copyright (c) APCOM.

New York, 29 gen. (askanews) – Un giudice federale americano ha bloccato le espulsioni di migranti e altri viaggiatori bloccati ieri negli aeroporti statunitensi a seguito della firma dell’ordine esecutivo del presidente Donald Trump per la sospensione del programma di accoglienza dei rifugiati. Stando al documento del tribunale federale, il giudice di Brooklyn Ann Donnelly ha ordinato alle autorità di non procedere alle deportazioni di cittadini provenienti dai sette paesi musulmani indicati nell’ordine esecutivo – Iran, Iraq, Yemen, Somalia, Libia, Siria, Sudan – e muniti di visto di ingresso negli Stati Uniti.

“Vittoria!!!”, ha twittato l’Unione americana per le libertà civili (Aclu) subito dopo la decisione del giudice. “Le nostre corti di giustizia oggi si sono comportate come un baluardo contro gli abusi del governo o politiche e ordini incostituzionali”, ha aggiunto la potente organizzazione non governativa di difesa dei diritti civili e delle libertà individuali. Anche se la questione è tutt’altro che risolta e nuove udienze dovrebbero tenersi a febbraio, “la cosa più importante oggi era che nessuno fosse messo su un aereo”, ha detto l’avvocato dell’Aclu Lee Gelernt.

Decine di cittadini dei sette Paesi indicati nell’ordine esecutivo erano infatti stati arrestati negli aeroporti degli Stati Uniti. Oltre alla denuncia da parte delle associazioni per i diritti civili, ci sono state anche diverse proteste negli scali di Washington, Chicago, Minneapolis, Denver, Los Angeles, San Francisco e Dallas. All’aeroporto internazionale JFK di New York, circa 2.000 manifestanti hanno scandito “Lasciateli entrare, lasciateli entrare”.

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