Gli italiani (ri)tornano al cinema, +6% i biglietti venduti

La classifica totale degli incassi

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Roma, 17 gen. (askanews) – Sono positivi i dati del cinema italiano nel 2016: i biglietti venduti sono aumentati del 6.06% (105.385.195 in tutto) rispetto al 2015, e gli incassi sono cresciuti del 3,86% (661.844.025). In salita anche la quota di mercato del nostro cinema, al 28,71%, mentre cala quella statunitense. Il numero dei film distribuiti lo scorso anno è stato di 554, contro i 480 dell’anno precedente. Sono questi i dati principali della ricerca Cinetel presentata questa mattina a Roma dai rappresentanti delle categorie del settore, Anica, Anec, Anem e dal direttore generale Cinema del Mibact Nicola Borrelli.

Il cosiddetto “effetto Zalone” ha avuto il suo peso in questi dati: il film “Quo vado?” è al primo posto con un incasso totale che supera i 65 milioni. Secondo nella classifica totale degli incassi un altro film italiano “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese. A livello internazionale c’è stata l’affermazione di “Fuocoammare” di Rosi, ed è stata premiato il linguaggio innovativo di “Jeeg Robot” di Mainetti. La soddisfazione degli operatori del settore è unanime, anche se tutti hanno sottolineato che i punti deboli del sistema restano la mancanza di uscite nella stagione estiva, e l’intasamento di film nel periodo natalizio. Il presidente dell’Anica Francesco Rutelli ha sottolineato: “L’obiettivo comune è che il nostro cinema viva 12 mesi l’anno. I decreti attuativi della legge sul cinema dovrebbero aiutare a risolvere il problema della stagionalità e l’eccesso di concentrazione in alcuni periodi dell’anno”.

Il direttore generale Cinema del Mibact Nicola Borrelli ha però sottolineato i punti deboli dell’intero sistema: “L’ambizione della legge sul cinema approvata è di puntare a numeri più importanti e a una crescita di tutto il settore, che da 20 anni non cresce, e balla sempre tra i 90 e i 118 milioni” ha detto.
Per Borrelli bisogna puntare a far crescere il numero degli spettatori, ponendosi la domanda di cosa voglia vedere veramente il pubblico. “Se non si raggiungono tutti potenziali spettatori il settore non crescerà, mentre la legge ha l’ambizione di fare un salto deciso” ha concluso Borrelli.

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