Gli oceani perdono ossigeno

La ragione ancora non è chiara eppure gli oceani perdono ossigeno di anno in anno. Le conseguenze sono terribili

Fonte: Wikimedia

Gli oceani sono ricchi di ossigeno. Per loro natura devono esserlo necessariamente . Al loro interno vivono numerosissime specie. Senza questo elemento la loro sopravvivenza risulta chiaramente compromessa. Negli ultimi vent’anni sta accadendo però qualcosa di terribile. Gli scienziati guardano con seria paura il cambiamento che sta investendo la condizione di questi enormi amassi d’acqua. Negli ultimi vent’anni il livello d’ossigeno presente negli oceani terrestri risulta drasticamente calato.

La fauna marina da tempo sta manifestando una certa sofferenza. In questa maniera è stata attirata l’attenzione degli esperti del settore. Da diversi anni gli scienziati del Georgia Institute of Technology stanno analizzando gli oceani per registrare la quantità d’ossigeno presente in questi che permette anche di calcolare anche le variazioni che la riguardano. Oggi la rivista specializzata Geophysical Research Letters ha pubblicato i risultati di questa indagine. E i dati raccolti sono decisamente allarmanti.

I risultati

Gli studiosi della Georgia Institute of Technology hanno avviato questa ricerca a causa di un fenomeno di per se molto allarmante. Stiamo parlando della ipossia. Quando questa si verifica enormi popolazioni di pesci ed altri animali muoiono nello stesso momento e in periodi specifici. Secondo questa ricerca la causa principale sta nel repentino calo di ossigeno presente negli oceani, diminuzione che si è andata a sviluppare nell’arco di vent’anni.

Il livello di ossigeno è l’unità di misura atta a quantificare la salute delle acque. Secondo questa ricerca le temperature delle acque oceaniche hanno cominciato ad elevarsi a partire dagli anni ’80. In parallelo, da quel momento, è calata la quantità di ossigeno presente negli oceani. Per questa ragione si è pensato che fra le due cose vi sia un nesso.

Le ragioni

Tra i vari dati raccolti, uno in particolar modo è davvero allarmante. Il calo dell’ossigeno avviene più rapidamente rispetto all’aumento della temperatura. Nello specifico il rapporto è di 3 a 1. A scoprirlo è stato il professore Taka Ito. Questi è stato l’autore principale della ricerca. Si aprono ora nuovi scenari nell’ambiente ecologista. Per adesso lo studio infatti ha solo messo nero su bianco la condizione delle acque ma non ha ancora potuto definire per bene le conseguenze di questo fenomeno.

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