Grammy 2017: trionfa Adele, delusione per Pausini e Bocelli

Adele e David Bowie sono stati i trionfatori dei Grammy Awards 2017. Delusione per Boyoncé e per gli italiani candidati, dalla Pausini a Bocelli

Adele e David Bowie: sono loro i trionfatori della 59^ edizione dei Grammy Awards, l’equivalente musicale degli Oscar del cinema, svoltasi nella notte a Los Angeles.

Con il suo album “25”, la cantante britannica ha realizzato l’en-plein ricevendo l’ambita statuetta in tutte e cinque le categorie per le quali era stata nominata, comprese le tre più importanti “Album of the Year”, “Record of the Year” e “Song of the Year” (“Hello”), conquistando anche il pubblico in sala con un’esecuzione live di “Fastlove”, sentito omaggio a George Michael, pur ripetuta dopo un errore iniziale dovuto probabilmente all’emozione.

Alla premiazione, Adele ha voluto dedicare la sua vittoria a Beyoncè che, secondo la cantante inglese, avrebbe dovuto vincere il premio per miglior album con ‘Lemonade”.

Proprio la moglie di Jay Z è stata una delle grandi sconfitte dei Grammy 2017, dove si presentava con ben nove nomination. Pur ammaliando la platea con le esecuzioni di “Love drought” e “Sandcastle” e un look elegantissimo che esaltava il pancione (è in dolce attesa di due gemelli), l’artista americana ha ottenuto ‘solo’ due riconoscimenti, quelli per “Best music video” (per “Formation”) e “Best Urban Contemporary Album”. Delusione anche per Rihanna: candidata in otto categorie, la pop-star è tornata a casa a mani vuote.

A fianco di Adele, l’altro grande trionfatore della serata è stato invece il compianto David Bowie, che con l’album e l’omonima canzone “Blackstar” ha ottenuto i premi per “Best Rock Song”, “Best Engineered Album, Non-Classical”, “Best Rock Performance”, “Best Alternative Music Album” e “Best Recording Package”.

Tra i vincitori dei Grammy 2017, anche Chance The Rapper, una delle rivelazioni della musica hip-hop e premiato come due importanti riconoscimenti come “Best new artist” e “Best Rap album” con “Coloring Book”, e “Best Rap Performance” con “No Problem”. Riconoscimenti pure per Ron Howard e i Beatles per “Eight Days: a Week the Touring Years”, risultato il prescelto dei “Best Music Film”.

Delusione, invece, per gli artisti italiani in gara: nessun premio, infatti per Laura Pausini (in gara con “Similares” nella categoria “Best Latin Album”), Andrea Bocelli (con “Cinema” per “Best Traditional Pop Vocal Album”), Ennio Morricone (con la colonna sonora di “The Hateful Eight” e “L’ultima diligenza di Red Rock”, in lizza rispettivamente per “Best Score Soundtrack for Visual Media” e “Best Instrumental Composition”) e per il Coro e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (con ‘Verismo” nella categoria “Best Classical Solo Vocal Album”).

Come da tradizione, la serata dei Grammy è stata caratterizzata da tante esibizioni live, oltre a quella di Adele. Bruno Mars e i Time hanno omaggiato Prince, Demi Lovato ha celebrato il quarantennale di “Saturday Night Fever” dei Bee Gees e John Legend ha eseguito al pianoforte un commosso tributo alle star morte nel 2016.

Sul palco anche Metallica e Lady Gaga, che hanno fornito un particolare duetto in “Moth Into The Flame”: l’esecuzione non s’è rivelata propriamente facile, complici i problemi al microfono di James Hetfield, cantante della band californiana, che non a caso ha lanciato stizzito la sua chitarra al roadie di turno al termine dell’esibizione. Anche questo sono i Grammy.

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