Grillo contro l'Antitrust: una nuova inquisizione per il web

Vogliono un tribunale controllato dal governo su ciò che è vero o falso

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Roma, 30 dic. (askanews) – Beppe Grillo contro l’Antitrust, che il leader M5s accusa di voler realizzare un nuovo “Tribunale dell’inquisizione” per il web. “Ma non ci fermeranno”, tuona in un post sul suo blog il leader del movimento.

Grillo se la prende con un’intervista rilasciata da Pitruzzella al Financial Times, “a metà strada – commenta – tra il delirio d’onnipotenza e l’ignoranza completa di come funzioni il web, dicendo che ‘la post-verità in politica è uno dei catalizzatori del populismo e una minaccia alle nostre democrazie'”.

“L’intervista si fa interessante – osserva il leader M5s – quando Pitruzzella spiega come si combatte la post-verità: ‘dobbiamo decidere se lasciare Internet così com’è, il selvaggio west, oppure se regolamentarlo. Penso che queste regole vadano definite dallo Stato. […] Non è compito di entità private controllare l’informazione, questo è dei poteri statali: loro devono garantire che l’informazione è corretta. Tradotto significa che vogliono fare un bel tribunale dell’inquisizione, controllato dai partiti di governo, che decida cosa è vero e cosa è falso.
Immaginatevi la scena”.

“Purtroppo Pitruzzella – attacca ancora Grillo – non è un pazzo solitario. Il premier fotocopia Gentiloni ieri ha detto che gli strappi nel tessuto sociale del Paese sono causati anche da Internet. Per il sempregrigio Napolitano ‘la politica del click è mistificazione’. Renzi è convinto di aver perso il referendum per colpa del web: ‘Abbiamo lasciato il web a chi in queste ore è sotto gli occhi internazionali, a cominciare dal New York Times, in quanto diffusore di falsità'”.

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