Guardami: così un'intelligenza artificiale scopre se sei un criminale

In arrivo dalla Cina un nuovo strumento tecnologico: Guardami, un'intelligenza artificiale in grado di riconoscere un criminale in base alla sua fisionomia

Cosa potrebbe succedere se potessimo riconoscere un criminale dal suo aspetto fisico? Probabilmente sarebbe una rivoluzione planetaria. Un indizio, una caratteristica minuta e tutto potrebbe essere portato alla luce.

Sembra fantascienza, eppure sin dai secoli più remoti in Grecia già esisteva una particolare disciplina, la fisionomia, che aveva la presunzione di poter dedurre il carattere di un individuo partendo dallo studio della sua apparenza. Teorie che ormai sembravano desuete e abbandonate alla storia delle credenze antiche al pari del groviglio dei fili delle Parche. Ma dalla Cina si fa avanti un nuovo strumento della tecnologia che potrebbe rivoluzionare il nostro approccio al tema, consentendo di unire al metodo sorprendente anche un’utilità sconosciuta.

Caratteristiche del criminale

Xiaolin Wu e Xi Zhang, ricercatori cinesi dell’università Jiao Tong di Shangai ha elaborato un suggestivo e controverso articolo su arXiv, un archivio per bozze definitive di articoli scientifici, non ancora ufficialmente pubblicato. Essi hanno ipotizzato 3 caratteristiche che possono svelare se una persona abbia più probabilità di essere un criminale. Scopriamo maggiori dettagli.

Per prima cosa va considerata la curvatura del labbro superiore, poi la distanza degli occhi e l’angolo presente dalla punta del naso ai due angoli della bocca. Si mette male per coloro che possiedono una bocca abbastanza piccola, il labbro superiore più curvo e degli occhi più vicini del normale: potreste essere indiziati speciali o nascondere qualcosa di losco.

Una ricerca scientifica dice che…

I criminali hanno in media, sempre secondo questa indagine, un angolo naso-bocca più piccolo del 19.6 per cento rispetto alle altre persone, così come una curvatura del labbro superiore più evidente (23.4 per cento in più) ed una distanza di poco inferiore (5.6 per cento) tra gli angoli interni degli occhi. Fate attenzione, dunque, a coloro che presentano le caratteristiche delineate.

“A differenza di un esaminatore/giudice umano, un algoritmo di computer  – affermano i ricercatori cinesi della rinomata università di Shangai- non ha assolutamente alcun bagaglio soggettivo, non avendo le emozioni, pregiudizi di sorta a causa di esperienze passate, razza, religione, dottrina politica, sesso, età, ecc, senza fatica mentale e precondizionamento di un cattivo sonno o un pasto”.

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