Hai sempre fame? Il motivo spiegato da una ricerca

La scienza ha puntato i riflettori sul recettore Mc4, responsabile del perenne senso di fame

3 Maggio 2021
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Fonte: 123rf

Quante volte ci siamo sentiti in colpa per quei morsi della fame a cui non siamo riusciti a resistere? Questo, magari, malgrado gli sforzi fatti con diete varie e attività fisica. Quando lo stomaco brontola non siamo tutti eroi, e spesso e volentieri apriamo il frigorifero o la dispensa in cerca di qualcosa che soddisfi l’appetito. Ora però interviene la scienza a spiegare perché alcune persone hanno costantemente fame.

Si tratta di uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Weizmann per le Scienze insieme a quelli della Queen Mary University di Londra e della Hebrew University di Gerusalemme. La ricerca ha permesso di ricostruire il meccanismo cerebrale che scatena la fame e, più precisamente, il funzionamento del suo principale “interruttore”, il recettore Mc4, responsabile del perenne senso di fame. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Science.

Grazie a tale ricerca adesso si è capito più a fondo il ruolo del recettore Mc4. Esso si trova nell’ipotalamo, area del cervello nel quale risiede un gruppo di neuroni che calcolano l’equilibrio di energia in relazione ai segnali del metabolismo. Gli scienziati hanno rilevato che quando Mc4 risulta attivo invia segnali che consentono di raggiungere la sazietà. Quando invece il livello di energia cala, le cellule dell’ipotalamo inviano l’ormone che suggerisce la necessità di assumere cibo, spegnendo il recettore Mc4 ed inviando il segnale della fame. È emerso, inoltre, come siano le mutazioni che silenziano il recettore Mc4 a far sentire le persone costantemente affamate.

Per studiare meglio il recettore i ricercatori hanno preso in esame una famiglia israeliana, in cui almeno 8 membri sono gravemente obesi e interessati da una sorta di fame perenne, tutti con una mutazione sul recettore Mc4. Gli scienziati hanno isolato grandi quantità del recettore puro dalle membrane cellulari e determinato la sua struttura in 3D. In questo modo si è potuto valutare anche come il setmelanotide, un farmaco per l’obesità, riesca ad attivare il recettore MC4 ed è stato compreso come le mutazioni sullo stesso recettore interferiscono con questo segnale, stimolando una fame continua e conducendo quindi al pericoloso aumento di peso.

Lo studio, in conclusione, può rivelarsi molto utile a migliorare lo sviluppo dei farmaci anti-obesità, affinandone sicurezza e precisione.

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