I 5 allarmi lanciati dal nuovo report sulla situazione climatica

Il cambiamento climatico è un problema ormai da non sottovalutare. Ecco i 5 punti del report sulla situazione climatica su cui occorre intervenire

Il cambiamento climatico è ormai una realtà che possiamo provare sulla nostra pelle. Se, semplicemente, non siete convinti dal fatto che anche qui in Italia le estati si fanno sempre più lunghe e sempre più calde, basta dare un’occhiata a qualunque studio scientifico per vedere come il mutamento delle temperature sia un problema che dobbiamo iniziare ad affrontare. Il tempo, ormai, sta per finire.

Il rapporto annuale della Società Meteorologica Americana, un bollettino considerato da molti quasi come la “visita ospedaliera del nostro pianeta”, sottolinea come il 2015 sia stato l’anno più caldo da quando abbiamo iniziato a registrare le temperature medie annuali a metà dell’800. Non solo: il numero di tempeste tropicali è insolitamente alto, e pure il carbonio ha raggiunto livelli record.

Cambiamento climatico, le cause

Il rapporto è stato effettuato da centinaia di scienziati provenienti da 62 paesi diversi, ed è stato sottoposto al processo di revisione scientifica per confermare la validità delle sue rilevazioni. Un altro fatto degno di nota è El Niño, il fenomeno climatico che riscalda le acque dell’Oceano Pacifico, che quest’anno si è dimostrato essere il più avanzato almeno dal 1950. Record anche di gas serra e livelli del mare.

Il comunicato lancia cinque allarmi riguardanti il cambiamento climatico che dovrebbero farci preoccupare. In prima posizione, la temperatura del nostro pianeta nel 2015 è stata di un grado centigrado più alta della media pre-industriale, infrangendo di più di 0,1°C il record precedente del 2014. Assieme a tutto ciò, le temperature marine hanno anche loro infranto livelli record – raggiunti anche quelli l’anno scorso.

Il diossido di carbonio

Terzo avvertimento, la CO2 ha raggiunto livelli record, riporta l’osservatorio di Mauna Loa alle Hawaii, specializzato in questo tipo di rilevamenti grazie al suo isolamento. Il riscaldamento globale minaccia soprattutto le isole, che rischiano di svanire sott’acqua. Il quarto è proprio il livello di altezza delle acque: nel 2015, sono arrivati a 70 millimetri in più della media del 1993, con il picco registrato nell’ovest del Pacifico.

Infine, il tempo. Il clima è diventato sempre più estremo: piogge torrenziali da un lato del mondo, gravi siccità dall’altro. Le tempeste tropicali si sono moltiplicate, con 101 cicloni, molto sopra la media di 82 degli ultimi vent’anni. Ci sono state 26 tempeste così gravi da meritare un nome, un nuovo record dal 1992. Gli scienziati avvertono che è necessario ripensare le nostre politiche ambientali, prima che sia troppo tardi. Se non è già troppo tardi.

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