I conservanti naturali possono essere dannosi alla salute?

Sicuri che i conservanti naturali come zucchero e sale non facciano male alla nostra salute? Le raccomandazioni degli esperti per evitare danni

8 Aprile 2020
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Sin dalla notte dei tempi l’uomo ha dovuto far fronte alla necessità di conservare il cibo più a lungo possibile per evitare che andasse a male. Se il miele è considerato l’unico cibo eterno (ecco perché non scade), frutta, verdura, carne e pesce sono soggetti a facile deterioramento dopo qualche giorno: per questo motivo sono diversi i metodi di conservazione degli alimenti molti dei quali prevedono l’utilizzo di conservanti naturali.

Un esempio? Per fare la marmellata abbiamo bisogno di una buona dose di zucchero, per i sottaceti utilizziamo l’olio d’oliva (provate a mangiarne un cucchiaino ogni mattina a stomaco vuoto, ecco cosa succede al vostro organismo) e ancora è possibile conservare i cibi sotto sale oppure si utilizza l’alcol nell’industria alimentare per il pane in cassetta al fine di inibire la formazione di muffe e prolungarne l’edibilità (non tutto il pane è vegano, ecco quali tipologie lo sono).

Siamo tendenzialmente convinti che i conservanti artificiali siano più dannosi per la nostra salute rispetto a quelli naturali tuttavia talvolta non consideriamo il fatto che il loro impiego è rigidamente monitorato da organi come per esempio la Food and Drugs Administration statunitense che ne controlla le quantità. Il più grande problema di salute con i conservanti artificiali è che spesso si trovano in alimenti preconfezionati e estremamente raffinati che non sono considerati l’optimum per un regime alimentare sano ed equilibrato.

I conservanti naturali sembrerebbero meno innocui, ma dobbiamo comunque prestare molta attenzione: una porzione di carne essiccata (circa 28 grammi) contiene 470 milligrammi (mg) di sodio, ovvero il 20% della quantità massima raccomandata di 2.300 mg al giorno. Una dieta ricca di sodio – lo sappiamo bene – è stata collegata a malattie cardiovascolari, malattie renali croniche, osteoporosi e cancro allo stomaco.

Anche con lo zucchero bisogna non esagerare: una singola porzione di marmellata contiene ad esempio 10 grammi di zucchero (per controllare quanto zucchero c’è in quello che mangiamo, usiamo Instagram) e una dieta ricca di zuccheri è legata all’insorgere di patologie come l’obesità, il diabete o malattie cardiache.

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