I libri di domani sono ancora una foresta: ecco la Future Library

Esiste una foresta che nel 2114 servirà a stampare cento scritti inediti i cui titoli sono annualmente depositati. Il progetto è di Katie Paterson.

16 Maggio 2021
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Sono finora sette – l’ultimo, in ordine di tempo, ad aderire è stato il vietnamita Ocean Vuong – gli autori che hanno contribuito alla Future Library. Anche lui, dunque, come i colleghi depositerà il suo manoscritto destinato al progetto che sarà conservato in una stanza appositamente progettata nella biblioteca pubblica Deichman Bjørvika di Oslo. E lì rimarrà fino alla stampa nel 2114.

E già, perché la Future Library è un’opera nell’opera tale per cui i libri di domani, oggi, sono ancora una foresta. Sono, infatti, mille gli alberi piantati a Nordmarka (nei pressi della capitale norvegese) che forniranno la carta necessaria per stampare una selezione di cento libri – uno per ogni anno – i quali vedranno la luce solo nel prossimo secolo.

L’idea è nata nel 2014 dall’artista scozzese Katie Paterson che ha già raccolto la partecipazione di autori internazionali dalla bibliografia variegata. Finora, la Future Library può contare sulla collaborazione della canadese Margaret Atwood (2014), del romanziere britannico David Mitchell (2015), del poeta e paroliere islandese Sjón (2016) e del commentatore politico Elif Shafak (2017). E ancora, del romanziere sudcoreano Han Kang (2018), del norvegese Karl Ove Knausgård (2019) e, appunto, di Vuong.

I loro scritti inediti rimarranno tali fino al 2114 e nessuno fino a quel momento potrà conoscerne il contenuto. Conservati in scatole realizzate appositamente per resistere all’avanzare del tempo, i manoscritti sono riposti in una sala della biblioteca di Oslo progettata da Atelier Oslo e Lund Hagem, prodotta da Bjørvika Utvikling, e gestita dal Future Library Trust.

“Future Library è un’opera d’arte organica vivente, che respira, che si sviluppa in oltre 100 anni”, spiega Katie Paterson. “Vivrà e respirerà attraverso la crescita materiale degli alberi – immagino gli anelli degli alberi come capitoli di un libro. L’esperienza del visitatore nella foresta, che cambia nel corso dei decenni, [è quella di diventare] consapevole della crescita lenta degli alberi che contengono le idee degli scrittori come un’energia invisibile”.

Il progetto, continua l’artista, “mette al centro la natura e l’ambiente, coinvolge l’ecologia, l’interconnessione delle cose, coloro che vivono ora e in futuro. Mette in discussione l’attuale tendenza a pensare in brevi intervalli di tempo, prendendo decisioni solo per noi che viviamo ora”. Peccato, davvero, non poter leggere i libri che verranno.

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