"I medici": realtà e finzione si mescolano assieme a qualche errore di storia

"I Medici", la serie tv che racconta la storia della famiglia più potente di Firenze. Essendo romanzata, ci sono molte imprecisioni storiche. Scopriamo insieme quali

I Medici è la nuova serie tv italo inglese che racconta l’ascesa al potere della famiglia Medici la quale governò Firenze per più di trecento anni. Le prime due puntate hanno riscontrato grande successo ed è stato visto da più di 7 milioni di telespettatori.

Questa serie tv era molto attesa dal pubblico italiano soprattutto per il cast stellare presente, Dustin Hoffman e Richard Madden. Purtroppo ha deluso molte persone che avevano alte aspettative nei confronti della serie. Varie sono le critiche ricevute, ma quella più sottolineata da molti è la scarsa accuratezza storica. Ad esempio alcuni monumenti presenti nella fiction all’epoca non erano ancora presenti oppure il Duomo completato solo nel 1887.

Critica dello storico Franco Cardini

Lo storico Franco Cardini in una lunga intervista su “La Repubblica” ha criticato duramente la serie tv : “La storia, quella vera, dov’è? Semplicemente, non c’è. Qui troviamo un racconto confuso, reso più inestricabile ancora dall’uso continuo del flashback, un cenno a scismi papali e ad elezioni pontificie poco credibili (con il concilio di Pisa del 1409, dal quale uscì papa col nome di Giovanni XXIII il candidato dei Medici, Baldassarre Cossa, che però viene spostato a Roma), fugaci e inesplicabili presenze come quella di Francesco Sforza in una guerra di Lucca spesso evocata e mai spiegata, una caricatura dell’oligarchia fiorentina “guerriera” contrapposta a banchieri e mercanti”.

Continua dicendo che: “C’è anche il Brunelleschi con la sua brava cupola, arrangiata però a mezzuccio demagogico per “creare posti di lavoro”, come avrebbe detto Berlusconi. E dai “titoli di coda” apprendiamo che non c’è nemmeno l’ombra di un consulente storico, nemmeno un libro serio di riferimento. I soggettisti hanno fatto tutto da soli.”

Risposta del produttore

Luca Bernabei ha risposto, sempre su “La Repubblica”, dicendo che: “una serie televisiva non è un documentario ed il racconto deve per forza fare i conti con l’apporto creativo degli autori.” Anche Frank Spotniz, uno dei due sceneggiatori, aveva affrontato questo concetto dicendo che: “Per raccontare questa storia ci siamo ispirati ai film Il Padrino e Amadeus, perché se anche ci si allontana dai fatti realmente accaduti per far capire meglio l’intreccio di una vicenda si ottiene un buon risultato di comprensione da parte del pubblico”.

Continua: “Salieri avrà veramente ucciso Mozart? Ciò ha poco importanza, l’importante è capire attraverso quella trama la verità dei loro rapporti. E per quanto riguarda i Medici anche gli storici non sono d’accordo su certi avvenimenti e di alcuni personaggi si sa pochissimo: noi abbiamo inventato, per stimolare la curiosità degli spettatori.”

 

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