I tribunali del futuro saranno virtuali e senza avvocati

Tribunali virtuali: un giudice britannico propone di eliminare gli avvocati per ridurre al minimo le spese del sistema giudiziario

Fonte: Pixabay

Presto i tribunali virtuali potrebbero essere realtà. A suggerirlo con una proposta di riforma del sistema giudiziario britannico è il giudice Briggs, che aggiunge un ulteriore tassello alla progressiva digitalizzazione della magistratura, dopo il robot che si occupa di burocrazia legale. La proposta non riguarda l’intero universo legale, ma sarebbe da applicarsi soltanto alle cause civili di portata inferiore a 25.000£. Il processo online sarebbe estremamente utile alle parti in causa che, come dichiara lo stesso Briggs al Times, non dovrebbero andare incontro alle enormi spese legali richieste in un processo e potrebbero inoltre fare affidamento sull’oggettività dell’intelligenza artificiale senza rimanere vittime della manipolazione e della torbida influenza dei legali.

Il Courts and Tribunal Judiciary prenderà in considerazione nel prossimi mesi questa proposta ricevuta il 27 luglio 2016. Certo è che l’idea di un tribunale senza avvocati incontrerà diverse opposizioni nel nutrito ambiente dei giurisperiti d’oltremanica. I vantaggi, però, sarebbero diversi in termini qualitativi e quantitativi. Oltre ad aggirare le spese giudiziali , queste pratiche legali di piccola portata potrebbero avere uno svolgimento più rapido e meno condizionato dalla lenta macchina burocratica, lasciando spazio più ampio alle cause più ingombranti, che rimarrebbero prerogativa degli avvocati.

Ma la proposta di Briggs elimina completamente il lavoro e la presenza umana dai piccoli processi? A quanto pare no: l’idea è quella di un processo diviso in tre parti (smistamento, conciliazione e giudizio finale) che potrebbero includere la parziale supervisione di avvocati. D’altra parte la sovrintendenza professionale umana sarebbe fondamentale soprattutto in fase di sperimentazione. La proposta è ancora al vaglio e sicuramente i tempi di valutazione e di eventuale messa in atto del tribunale virtuale non saranno brevi. Sarebbe interessante capire se e quanto il popolo britannico accetterebbe di affidare le proprie cause processuali a un computer.

Il Regno Unito è storicamente un paese illuminato dal punto di vista del progresso e da sempre detta legge in Europa nella digitalizzazione della vita di tutti i giorni. È ancora presto, però, per sapere se le tecnologie del futuro arriveranno anche in tribunale. Interpellato dalla stampa, un portavoce del dipartimento giudiziario britannico sostiene che per il momento le informazioni in merito a questa proposta e a un suo eventuale funzionamento sono poche. Ma quanto sarebbe comodo poter risolvere le proprie dispute o i torti subiti servendosi dell’ordine, dell’intuitività e della dinamicità del web?

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