Il digiuno dalla dopamina: la nuova moda funziona davvero?

Mettersi a dieta ma di dopamina: il trend che arriva da Silicon Valley prevede di farci resettare la mente per ritrovare il piacere nelle piccole cose

Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi piĆ¹ alti!

Se avete pensato di mettervi a dieta dopo le feste di Natale e Capodanno ma non avete voglia di rinunciare alla carne, al sushi, alla pizza e qualsiasi altra prelibatezza che vi dia soddisfazione al palato e alla mente, forse dovreste pensare di iniziare il cosiddetto digiuno dalla dopamina.

Si tratta di una moda partita da Silicon Valley e che si è rapidamente diffusa anche in Europa: questa particolare dieta si basa sulla riduzione del neurotrasmettitore che si attiva con il piacere, la ricompensa e la motivazione. Essere a digiuno di dopamina significa evitare tutte quelle situazioni che troviamo stimolanti: dal controllare le notifiche sul cellulare (attenti a correre con lo smartphone in mano, ecco i rischi a cui siamo più esposti) al guardare la nostra serie tv preferita senza contare i piaceri non digitali come l’amore o il buon cibo.

L’obiettivo di questa tendenza d’oltreoceano è farci resettare la mente sovraccarica di stimoli, immagini, suoni, informazioni che riceviamo perché costantemente connessi a vantaggio di un ritrovato sguardo verso le cose semplici.

Riuscireste a leggere un libro senza controllare il telefono per mezz’ora di fila? Probabilmente no, così come è sempre più difficile gustare un buon piatto cucinato da noi stessi dimenticandoci la foto di rito da postare su Instagram.

La definizione vera e propria è un po’ fuorviante, come ha fatto sapere uno degli adepti di questa “filosofia di vita”. Il dottor Cameron Sepah ha dichiarato infatti che non si tratta di ridurre la dopamina stessa, ma i comportamenti impulsivi, evitando gli stimoli che incoraggiano la nostra dipendenza da determinate attività.

Ciò dovrebbe permetterci di ritrovare la pazienza di assaporare ogni esperienza – che sia una passeggiata, una conversazione o una cena – senza la fretta di aggiornare lo status di Facebook o controllare l’e-mail (sapete che esistono i locali per pensare? Non c’è wifi, tv o karaoke). Chi di voi vuole provare a disconnettersi davvero?

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti